Ho il singhiozzo. Non ci credo. Sono tornati i termini proibiti: froci, negri, ecc. Non lo dico io, lo ha deciso la sinistra. Anzi, Giuseppe Conte, con la grazia tattica di chi annusa il vento prima di cambiare cravatta, ha abiurato il woke. La stessa cosa che idioti come me consigliavano di fare da anni, venendo bollati come fascisti e traditori. Bentornato Giuseppi. Quella sinistra che per anni ha brandito il dizionario come un manganello, colpevolizzando chiunque non recitasse il catechismo Lgbtq, ora ripone l’arma. Ma non illudetevi: non è redenzione, è solo un trasloco. Di male in peggio.
Come ammoniva Ronald Reagan, «la libertà non è mai a più di una generazione dall’estinzione». E noi siamo in pieno blackout. Mentre la sinistra smantella l’anestesia moralista della Boldrini, non sta affatto liberando la libertà; sta solo cercando un padrone più severo della censura occidentale di antica memoria. Il «fascismo rosso» del politicamente corretto cede il passo a una nuova, granitica ortodossia: l’islamismo radicale, che delle ambiguità liberali se ne fa un baffo. Il woke era solo l’antipasto insipido. Il menù che ci attende, fatto di sottomissione, ha un retrogusto amarissimo. Rimpiangeremo il buonismo: domani, il silenzio farà molta più paura.
