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Lollobrigida versa il latte e scatena i social: perché il video che divide racconta una nuova politica

Critiche, ironie e oltre mezzo milione di visualizzazioni: la campagna sul latte italiano mostra quanto siano cambiati i codici della comunicazione istituzionale

lollo latte

È assai probabile, anzi lo ritengo quasi certo, che Francesco Lollobrigida abbia messo in conto che la pubblicazione del reel, pensato e realizzato per lanciare la campagna televisiva di spot a favore del latte italiano, generasse sui social una scia di commenti negativi e polemiche sparse. Eppure, a dispetto di questa facile previsione, il ministro dell’Agricoltura ha tirato dritto senza colpo ferire.

I pasdaran della bile social hanno puntato l’indice del loro stupore e dell’indignazione, molto spesso presunta e pretestuosa, contro la cornice narrativa del video, cioè hanno messo nel mirino l’informalità e la semplicità del racconto, una rappresentazione elementare, a tratti banale e infantile, anche perché l’interlocutore e destinatario del messaggio è il piccolo “Giulio” comodamente seduto nel suo seggiolone a sorseggiare un bicchiere di latte che Lollobrigida gli appena versato dopo avergli fatto vedere le miniature della capra, della mucca e della pecora.

Qui, va detto per onestà intellettuale, che se questo stesso video fosse stato realizzato e pubblicato anche solo qualche anno fa, sarebbe stato inondato del doppio se non del triplo di critiche e di commenti pelosi e taglienti, e non solo per partigianeria politica, mentre oggi pur ricevendone abbastanza non ha squarciato l’infosfera, non ha fatto gridare allo scandolo se non quelle community interessate. Le visualizzazioni dell’account di Instagram sono poco meno di mezzo milione e i like totali ammontano a 4700, così come quelle della pagina Facebook sono al momento 212 mila e i mi piace poco meno di 2.500.

Insomma, ha generato più audience, visualizzazioni e interazioni, il video per commemorare la morte di Varenne, il leggendario cavallo trottatore italiano che ha vinto di più nella storia del trotto a livello mondiale, che quest’ultimo in cui Lollobrigida celebra il latte prodotto dagli allevatori italiani. Per comprendere le ragioni di questa differenza, e che depotenzia anche la genuinità delle critiche più aspre postate sotto ai video del ministro, è sufficiente volgere lo sguardo – e lo screen – oltreoceano.

Se osserviamo, anche distrattamente, la comunicazione istituzionale negli Stati Uniti, basta scrollare i social di Donald Trump, quelli della Casa Bianca e di tutte le maggiori istituzioni democratiche a stelle e strisce, è inevitabile constatare quanto la mutazione dei canoni narrativi sia acquisita. Una trasformazione che è già ampiamente arrivata in Europa e in Italia, che interessa anche altri paesi, qui come non rammentare i video Lego-style della propaganda iraniana contro il presidente americano e gli altri componenti dell’Amministrazione Usa. Ecco perché, pur legittime, molte di queste critiche al ministro da un lato appaiono strumentali e con una carica di audience ridotta e circoscritta a bolle già politicizzate e a senso unico.

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