«Non c’è il partito dei governatori, è solo una questione lombarda». Matteo Salvini derubrica le discussioni degli ultimi giorni. Per il segretario della Lega - ci dice chi gli è vicino - è «solo un fatto che appassiona i giornalisti». Il leader del Carroccio pensa ad altro, alle cose da fare per i cittadini. Alle ferrovie, ai cantieri e alla sicurezza. Guarda con attenzione alla questione migranti. Così ci fanno sapere. Sulle montagne di Pinzolo, dove Matteo Salvini (ormai da anni) passa abitudinariamente le sue poche vacanze estive non c’è spazio per i personalismi, per le beghe locali. In altura niente polemiche, lui si gode la natura e un po’ di riposo. Il capitano è sicuro della lealtà di Luca Zaia, Massimiliano Fedriga e Maurizio Fugatti, «messi in mezzo nonostante non c’entrino nulla» con le parole del Presidente della Lombardia Attilio Fontana che ha paventato un passo indietro di Salvini dalla segreteria federale. Lui per adesso non parla, lo farà sabato alle 17.30 alla tradizionale festa di fine estate della Lega di Pinzolo. A piazza Carera. Al suo fianco ci sarà il presidente della provincia di Trento Fugatti. Un segno di unione e non di rottura.
Oggi, invece, c’è attesa per la presentazione del libro di Massimiliano Romeo, il capogruppo della Lega al Senato che scrive del partito che vorrebbe. Una Lega che torni alle origini, al nord. Per Matteo Salvini, però, la Lega non è mai cambiata. Da anni porta avanti delle battaglie identitarie, come l’autonomia. I parlamentari lo sanno, come i ministri e la base. Il seme, però, è stato piantato e ora si aspetta di raccogliere i frutti. nel frattempo si guarda a Pontida. Attilio Fontana ci sarà? «È probabile» rispondono dalla Lega. «Sicuramente ci saranno Luca Zaia e Massimiliano Fedriga» ci dicono, smentendo notizie apparse sui giornali.
«Tutte scemenze», sarebbe questo il commento del segretario Salvini che non ci pensa nemmeno a fare un passo indietro. Chi lo sente in queste ore di riposo ci fa notare i sondaggi di AnalisiPolitica e rilanciati dalla trasmissione di La7, L’Aria che tira. Il 93% di chi oggi dichiara di votare per il Carroccio promuove l’operato di Salvini come segretario. Il 55% lo giudica molto positivamente e il 38% abbastanza positivamente. I giudizi negativi si fermano invece al 3%. Un dato migliore del 2024. Due anni fa a promuovere Salvini era il 70% degli elettori leghisti, mentre i giudizi negativi arrivavano al 29%. Oggi, secondo la rilevazione, quella frattura sembra essersi ricomposta e i militanti si stringono attorno al suo segretario. E sulla futura leadership? Alla domanda se la Lega deve continuare con Salvini o cambiare guida, il 62% degli elettori del partito ha scelto l’attuale segretario. Il 21% vorrebbe, invece, un cambio già in vista delle politiche del 2027 e un altro 10% dopo le elezioni. Un problema che, però, non si pone. I leghisti stanno con Matteo e lui è a loro che deve dare conto, non a chi ha deciso di ribellarsi «per la poltrona». Così dicono.
