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Marasma primarie con trappola M5s. “Intervenga Schlein”

Da Bonaccini a Bettini, soluzioni in ordine sparso. I grillini tentano il colpo anti Elly: “Votino tutti, online e non iscritti”

"Tassiamo tutti i ricchi". Ma Elly ci ripensa e dice no

La più lucida è la senatrice prodiana Sandra Zampa che dalle colonne del Quotidiano Nazionale lancia un appello a Elly Schlein e Stefano Bonaccini: «Convochino subito la direzione per decidere sulle primarie». Insomma, il Pd deve stabilire una rotta e seguirla, ma intanto si va in ordine sparso, per non dire peggio, con interviste a pioggia in cui si squadernano ipotesi, ragionamenti, convinzioni che vanno in tutte le direzioni.

Stefano Bonaccini, presidente dem, dal Meeting di Rimini tira il freno: «Prima di tutto viene il programma. Dobbiamo spiegare agli elettori quale idea di Italia abbiamo». E le primarie? L’ex presidente dell’Emilia Romagna rallenta ancora: «Dopo che avremo scritto il programma o si fanno le primarie oppure, come si fa in tutte le democrazie del mondo, il primo partito esprime la leadership». Dunque, Bonaccini fiuta la trappola: i gazebo potrebbero consegnare lo scettro a un Conte sempre più arrembante, convinto di poter vincere la sfida con la segretaria di un partito che sulla carta è molto più forte del suo. Ma tutti ricordano quando Bonaccini sconfisse Schlein nel duello fra gli iscritti e poi fu surclassato al pallottoliere del voto popolare, con un clamoroso ribaltone.

Potrebbe succedere qualcosa di analogo ora, solo a parti invertite, con Elly abbattuta dall’indecifrabile e incontrollabile platea degli elettori del centrosinistra? Sul punto, delicatissimo e controverso, arrivano almeno due risposte non proprio rassicuranti da Goffredo Bettini e Riccardo Ricciardi. «Ho il timore- confessa al Fatto Quotidiano Bettini, forse il più contiano dei big del Pd - che riparta nel centrosinistra una tarantella infinita su metodi e regole». Come uscire dunque dal pantano? «I gazebo - è la risposta - andrebbero gestiti da un comitato di garanzia e sopra le parti». Ricciardi, capogruppo dei 5 Stelle alla Camera, offre una soluzione «allargata» che potrebbe chiudere in un angolo Schlein: «I gazebo siano aperti a chiunque, anche on line e senza tessere. Più gente vota e meglio è». Non basta, perché il capogruppo butta lì un’altra annotazione micidiale: «Ci confronteremo e chi vincerà darà un indirizzo». Sembra di risentire il Conte degli inizi di agosto che pontificava: «Alle primarie si deciderà su Kiev». Frase ad alto tasso di provocazione che aveva suscitato le ire di Schlein: «No, prima il programma, poi le primarie».

Si torna così al punto di partenza, in un girotondo senza fine. Ecco così la sortita di Zampa, quasi in forma di ultimatum: «Bisogna smetterla con questo stillicidio di esternazioni estemporanee e di tergiversare. Schlein e Bonaccini riuniscano la direzione».

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