“Mario Calabresi è pronto ad annunciare ufficialmente la sua corsa a sindaco di Milano”. A scriverlo è “Il Foglio” secondo cui l’annuncio potrebbe essere dato “il prossimo 12 settembre, penultimo giorno della festa dell’Unità a Milano, quando l’ex direttore di Repubblica sarà l’ospite d’onore”.
Il quotidiano diretto da Cerasa ricorda, inoltre, che Calabresi, già a luglio, in occasione della festa dell’Unità di Vizzolo Predabissi, lasciò trapelare la sua intenzione di candidarsi a sindaco di Milano. Ora, però, il giornalista, secondo quanto rivela Il Sole 24ore, sarebbe pronto a lasciare i suoi incarichi in Chora & Will Media che ha fondato insieme a Guido Maria Brera, Mario Gianani e Roberto Zanco. Attualmente, Calabresi è anche amministratore delegato e editor in chief a Chora News, e azionista di Be Water, la holding che controlla Chora & Will Media, Cronache di spogliatoio e molto altro. L’addio a questo gruppo editoriale sarebbe premesse essenziale per una futura candidatura che sia appoggiata anche dal Movimento Cinque Stelle. Proprio Stefano Buffagni, infatti, quando iniziò a circolare questo nome, disse al Giornale: “Su Calabresi non abbiamo preclusioni, fermo restando che andranno sistemati eventuali conflitti di interesse”.
La candidatura di Calabresi, poi, è una spina nel fianco del Pd perché difficilmente potrebbe essere respinta, ma la segretaria aveva intenzione di puntare di nuovo su Pierfrancesco Majorino, consigliere regionale lombardo e presidente del gruppo Pd, piuttosto che su un “papa straniero”. Il giornalista è figlio di quel commissario Luigi Calabresi che fu assassinato nel 1972 da Lotta continua e la sua candidatura a sindaco arriverebbe proprio nell’anno in cui il Comune ha dedicato una via all’anarchico Giuseppe Pinelli. Ma non solo. Come abbiamo avuto modo di evidenziare, un grande sostenitore dell’operazione è Majorino il quale ha scritto che Pinelli “fu ucciso in questura”, è “la diciottesima vittima” della strage di Piazza Fontana. Insomma, la morte di Calabresi è ancora una ferita aperta per la sinistra milanese (e non solo) e metterebbe in crisi chi fatica a rompere definitivamente con gli eversori.
