“Mario Calabresi è pronto ad annunciare ufficialmente la sua corsa a sindaco di Milano”. A scriverlo è “Il Foglio” secondo cui l’annuncio potrebbe essere dato “il prossimo 12 settembre, penultimo giorno della festa dell’Unità a Milano, quando l’ex direttore di Repubblica sarà l’ospite d’onore”.
Il quotidiano diretto da Cerasa ricorda, inoltre, che Calabresi, già a luglio, in occasione della festa dell’Unità di Vizzolo Predabissi, lasciò trapelare la sua intenzione di candidarsi a sindaco di Milano. Oggi, il giornalista ha detto ufficialmente addio a Chora Media sulle sue pagine social. “Dopo sei anni e 420 serie podcast lascio Chora. Scrivere questa frase mi fa fatica e molta impressione”, ha scritto. “Lascio perché sento forte il richiamo a percorrere una strada nuova. Domani guarderò al futuro, oggi voglio fermarmi a pensare con emozione e gratitudine a quello che abbiamo costruito insieme - ha aggiunto -, alla visione che ho condiviso ogni giorno con Guido Brera, alla squadra di persone eccezionali con cui ho lavorato”.
La candidatura di Calabresi, però, è una spina nel fianco del Pd perché difficilmente potrebbe essere respinta, ma la segretaria aveva intenzione di puntare di nuovo su Pierfrancesco Majorino, consigliere regionale lombardo e presidente del gruppo Pd, piuttosto che su un “papa straniero”. Il giornalista è figlio di quel commissario Luigi Calabresi che fu assassinato nel 1972 da Lotta continua e la sua candidatura a sindaco arriverebbe proprio nell’anno in cui il Comune ha dedicato una via all’anarchico Giuseppe Pinelli. Ma non solo. Come abbiamo avuto modo di evidenziare, un grande sostenitore dell’operazione è Majorino il quale ha scritto che Pinelli “fu ucciso in questura”, è “la diciottesima vittima” della strage di Piazza Fontana. Insomma, la morte di Calabresi è ancora una ferita aperta per la sinistra milanese (e non solo) e metterebbe in crisi chi fatica a rompere definitivamente con gli eversori.
