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Meloni sospende il patto Schengen con la Spagna. “Difendo i confini”

La premier: “Misura temporanea per tutelare la sicurezza nazionale”. E Sánchez attacca l’Italia

Meloni al Giornale: "Ora tolleranza zero"

L’ingresso in Italia dalla Spagna non è più «libero». Chi arriva deve sottoporsi a verifiche di Polizia «mirate e selettive».«Una misura straordinaria e temporanea per tutelare la sicurezza nazionale», spiega la premier Meloni, che ieri, dopo aver intavolato contatti con vari leader internazionali sulla crisi di Ceuta, ha spinto sull’acceleratore: inviando un altro segnale inequivocabile sul piano europeo.Non si può continuare ad agire nei singoli Paesi recependo il nuovo Patto asilo e immigrazione, con misure di prevenzione dei flussi irregolari, se c’è poi chi rompe il fronte della fermezza, il ragionamento che filtra da Palazzo Chigi. Decisione.Quindi il messaggio a Sánchez condito anche da un ramoscello d’ulivo dopo 24 ore di tensioni con Madrid: l’invito a sostenere ogni iniziativa Ue di supporto alle istituzioni spagnole per ristabilire il controllo dei confini.È tardo pomeriggio, quando il Viminale decide di chiudere le frontiere marittime e aeree sospendendo il Trattato di Schengen con il Paese del socialista.L’emergenza migranti a Ceuta aveva già provocato scintille, con la «convocazione» dell’ambasciatore a Madrid Giuseppe Buccino Grimaldi. Ma prima ancora che a Roma il Comitato Analisi Sicurezza Frontiere presieduto da Piantedosi valutasse il passo più muscolare possibile in tempo di pace per proteggere i confini – con Piantedosi che aveva già condiviso con l’omologo francese Nuñez la necessità di controlli più capillari tra Francia e Italia – Sánchez si era scagliato contro l’Italia, rea d’aver messo sul tavolo l’idea di uno stop. «Solidarietà ed empatia sono opzionali, il rispetto di Trattati e dati, no». Numeri alla bisogna. «Ecco gli ingressi irregolari tra il 2021 e il 2026, secondo Frontex», scrive Sánchez sui social. «Attraverso l’Italia, 478.600. Attraverso la Grecia, 259.800. Attraverso la Spagna, 234.760. Non è tempo di dividere», sostiene il leader spagnolo, sfidando Roma «a costruire un’Ue forte e unita». In realtà, i dati di Frontex dello scorso anno raccontano un film diverso. Stessi corridoi marittimi, tre. Ma con l’Agenzia Ue che piazza il segno «+14%» solo sulla rotta «spagnola», mentre su quella italiana c’è un «-1%». Nella sola Ceuta, +39,2% di clandestinità via terra. Macron chiariva intanto a Sánchez che l’enclave non è parte dell’area Schengen, scrutando le mosse di Italia e Spagna. Due modelli agli antipodi. Sánchez sostiene infatti che senza i migranti una Spagna alle prese con «l’inverno demografico» perderebbe il 19% del Pil entro il 2050. Quindi l’immigrazione come pilastro di crescita e welfare. Ma il suo governo non favorisce quella regolare; regolarizza. Vedi la pratica avviata ad aprile con oltre un milione di domande di due mesi; il doppio delle attese. Dato che aveva già innescato il ministro Tajani all’attacco su El Mundo sul rischio di voli verso l’Italia. E che ieri ha rivendicato come «ineludibile» il temporaneo stop: «Scelta prevista dai Trattati. Cautelativa», dice Piantedosi. Meloni fronteggia così un Sánchez che ha perseguito il mantra dell’accoglienza indiscriminata, fomentando di fatto i trafficanti a promuovere viaggi della speranza, mentre lei, col «meno partenze = meno morti», cambiava il paradigma col Piano Mattei.Sbarchi dimezzati (16mila) nei primi 7 mesi dell’anno sul ’25 (erano oltre 31mila). Lotta ai flussi indiscriminati. Il «modello Ceuta» ricorda semmai la Lampedusa degli hotspot pieni negli anni in cui c’era chi predicava porti aperti e Ong.

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