Neppure Ceuta cambia il copione della sinistra. Migliaia di migranti assaltano l’enclave spagnola, ma nel campo largo il bersaglio resta Giorgia Meloni. Eppure, tra chi sceglie di commentare continua a non esserci traccia di una proposta per governare i flussi che investono l’Europa. Elly Schlein cerca di assaltare la maggioranza: «Meloni è accecata dall’ideologia. Questo governo ha abbandonato l’Italia e gli italiani, non si occupa più dei loro problemi quotidiani ma, ormai ostaggio della demagogia, si è ridotto ad agente di Trump in Europa». Cerca di colpire duro il Nazareno che sostiene che interrompere Schengen sia «un precedente pericoloso». Dopo qualche ora le fa eco il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che accusa l’esecutivo di «sciacallaggio» e, anche lui, critica la scelta di sospendere gli accordi. Secondo il penta stellato il governo dovrebbe «stare zitto e ammettere il fallimento». I due leader hanno qualcosa in comune però, perchè in serata entrambi dichiarano che la scelta di Palazzo Chigi derivi dal tentativo di «rincorrere il generale Vannacci», leader di Futuro Nazionale.La prima a esporsi è stata Mariolina Castellone. Ospite di In Onda su La7, la vicepresidente del Senato del Movimento Cinque Stelle liquida la politica dell’esecutivo: «Su immigrazione e sicurezza si è consumato il più grande tradimento di questo governo». Poi rilancia il confronto con Madrid: «Sánchez potrebbe dire che l’Italia di irregolari ne ha fatti entrare 300mila in tre anni». E conclude bocciando le misure rivendicate dalla maggioranza: «Non funzionano i blocchi navali, non funzionano i muri e non funzionano neanche i centri in Albania». Parole che trasformano la crisi di Ceuta in un nuovo terreno di scontro con Palazzo Chigi.Nicola Fratoianni continua a concentrare le proprie iniziative sulla politica estera e sul riarmo europeo, sbatte i piedi ma neanche mezza parola sull’emergenza nord africana. Mentre Angelo Bonelli insiste nell’accusare l’Europa e palazzo Chigi di «non avere costruito alcuna seria politica per governare i flussi». Poi arriva Riccardo Magi.Il segretario di +Europa accusa Giorgia Meloni di fare «speculazione politica» e rincara la dose dicendo che l’obiettivo dei «sovranisti è disintegrare l’Europa».Sulla stessa linea si colloca l’europarlamentare del Pd Sandro Ruotolo: «L’immigrazione non si cancella con la propaganda, si governa». Una posizione condivisa anche dai capigruppo del Movimento 5 Stelle nelle commissioni Politiche europee di Camera e Senato, Pietro Lorefice e Filippo Scerra, secondo cui la premier utilizzerebbe il tema migratorio «sempre e solo a scopo di propaganda». Mentre Filippo Blengino, segretario di Radicali Italiani definisce le decisioni dell’esecutivo un «orrore geopolitico». In serata arriva Ilaria Salis con un messaggio pacifista per coloro «che sono riusciti a raggiungere Ceuta».Il quadro che emerge è quello di un’opposizione che, anche davanti alla crisi di Ceuta, continua a dividersi tra chi attacca il governo e chi sceglie il silenzio. Ma una ricetta del campo largo per governare i flussi migratori continua a non vedersi.

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