“Voglio chiedere agli italiani di continuare a governare senza ricatti. Non ero ricattabile prima, non mi sono fatta ricattare in questi anni di governo, non intendo esserlo domani”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rispondendo a Bruno Vespa che le domanda perché non intenda allearsi con Roberto Vannacci, nel libro del giornalista “Storia della Seconda Repubblica. Da Berlusconi a Meloni, da Prodi a Schlein”, in uscita lunedì da Mondadori-Railibri. “Io - aggiunge - voglio tornare al governo e lo voglio fare con il centrodestra che conosciamo, arricchito da nuovi movimenti civici che si stanno formando e possono rafforzare la nostra offerta politica”. Su Vannacci aggiunge: “Io voglio tornare al governo e lo voglio fare con il centrodestra che conosciamo, arricchito da nuovi movimenti civici che si stanno formando e possono rafforzare la nostra offerta politica. - proseguela presidente del Consiglio-. L’onorevole Vannacci era vicesegretario della Lega e ha scelto lui di abbandonare la Lega e, quindi, il centrodestra. Così hanno fatto i parlamentari che lo hanno seguito, tutti eletti con il centrodestra, tradendo il mandato elettorale e scegliendo di collocarsi all’opposizione, votando ormai costantemente contro il governo in compagnia di Conte e Schlein, Renzi e Fratoianni.
Un “Campo larghissimo”, secondo Meloni, dove molto spesso persino le argomentazioni sono simili. “Futuro nazionale - dice ancora Meloni - ha un obiettivo dichiarato, far perdere alle urne il primo presidente del Consiglio che la destra italiana abbia mai espresso. E, se perde questo governo, governa la sinistra. Un partito che nasce per questo può chiamarsi come vuole, ma di destra non è”.
A stretto giro è arrivata la risposta di Vannacci. “Di quello che dice Meloni interessa fino a un certo punto, a me interessa il mio partito. L’unica fedeltà per noi è nei confronti degli elettori, loro credono nelle linee rosse che abbiamo stabilito. A 30/40 giorni dalle elezioni Meloni prenderà le sue decisioni”, ha detto il leader di Futuro nazionale ospite di Un Giorno da Pecora, il leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci, dopo le parole della premier sul no all’alleanza. “Gli sgherri di Meloni sono stati lanciati: mi riferisco a La Russa, le varie Ronzulli, Tajani ed Occhiuto, che erigono mura e fanno dichiarazioni di incompatibilità. Le decisioni si prendono a ridosso delle elezioni, noi non ci muoveremo dalle nostre linee rosse”, conclude.
