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Meloni: “Vergognosa decisione gip non convalidare arresto Siher”. Anm: “Dalla premier attacco scomposto”. Ma lei: “Ho difeso il lavoro dello Stato”

La premier attacca la decisione del gip di Milano di non convalidare il fermo del presunto amministratore dei canali social del Movimento 17 ottobre: “Lo dirò senza mezzi termini”

Giorgia Meloni ha commentato senza troppi giri di parole la decisione del gip di non convalidare la custodia cautelare in carcere per Youssef Siher, considerato la “mente” dietro i gruppi che hanno inneggiato alle piazze del 24 ottobre. “Lo dirò senza mezzi termini: considero vergognosa la decisione del gip di Milano di non convalidare l’arresto di Youssef Siher, accusato di essere il gestore della pagina Telegram ‘Movimento 17 ottobre’, cioè la pagina che incitava l’organizzazione di quelle manifestazioni che poi abbiamo visto portare alla devastazione di diversi esercizi commerciali a Milano”, ha detto in un video condiviso sui social. Poco dopo la precisazione. Nel video ho sbagliato il tempo di un verbo...“, ammette Giorgia Meloni, in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri che ha varato la manovra. ”Il tempo del verbo che avrei dovuto usare -precisa Meloni- era ‘delle violenze, delle manifestazioni che avevano portato alle devastazioni’. Invece ho sbagliato effettivamente il verbo e ho detto che hanno portato alle devastazioni. Ho sbagliato il tempo del verbo, mi scuso e ringrazio chi me lo ha fatto notare’’, spiega Meloni ribadendo però che Siher era indagato: ‘’C’è scritto nell’ordinanza del giudice esattamente per quello che io ho detto".

Nel primo video la premier ha parlato di “mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell’ordine, degli inquirenti, del ministero degli Interni e, in generale, di tutti coloro che si adoperano per difendere le persone per bene dal rischio di vedere devastate le proprie città ed esercizi commerciali. Davvero, non so come possa uno Stato normale difendere le persone per bene di fronte a queste decisioni di certa magistratura”, ha concluso la premier.

“Dopo giorni di guerriglia urbana, milioni di euro di danni e Città come Milano messe a ferro e fuoco dai violenti, il principale sospettato di aver fomentato la rivolta viene giustamente individuato e arrestato e le devastazioni si fermano, ma un giudice si affretta a liberarlo. Rinnovo i miei complimenti alle Forze dell’Ordine che lo hanno individuato e fermato, ma vista la sua liberazione mi domando se possiamo parlare di ‘Giustizia giusta’”, ha dichiarato Roberto Calderoli, ministro per gli Affari regionali e le Autonomie. “Difficile a dirsi, soprattutto alla luce della richiesta della Procura di convalida dell’arresto con accuse pesanti: istigazione per delinquere aggravata dalla finalità del terrorismo e violenza organizzata in manifestazioni pubbliche, unito al rischio di reiterazione del reato e alla concreta possibilità di fuga alla luce dei numerosi contatti internazionali. Eppure, nemmeno questo è bastato al magistrato”, ha aggiunto il ministro. Il riferimento è al fatto che per il gip nei post e nel comunicato “l’indagato non prospetta mai il ricorso ad azioni violente o l’adozione di altri comportamenti integranti fattispecie di reato, nè il medesimo risulta aver evocato le gravi violenze verificatesi nelle giornate del 17 e 18 ottobre 2026 (da lui neppure menzionate) quale modello di attuazione delle forme di protesta e di mobilitazione collettiva da lui proposte”.

Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, ha definito la decisione del gip “un colpo gravissimo alla lotta contro l’estremismo e la violenza”. L’europarlamentare Nicola Procaccini ribadisce il concetto, sottolineando che la decisione lascia “sconcertati e ignora la gravità degli elementi evidenziati dal procuratore e dalla pm”. Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati, sottolinea che “la mancata convalida dell’arresto non è garantismo, ma un insulto alla logica, al diritto e alle forze dell’ordine. Ora immagino che Siher potrà tranquillamente riprendere la guida ‘teorica’ degli assalti, ma per chi ha preso questa decisione non sarà una reiterazione di reato. Siamo davvero al paradosso”.

L’Associazione Nazionale Magistrati ha offerto “piena solidarietà alla gip di Milano, oggetto di un attacco scomposto da parte della Presidente del Consiglio dei ministri. Le decisioni dei magistrati si possono contestare nel merito e impugnare all’interno dei procedimenti. La delegittimazione dei colleghi, persino da chi ricopre le più alte cariche istituzionali, è invece un ormai consueto esercizio di intimidazione che non dovrebbe appartenere a uno Stato di diritto. Un esercizio insopportabile”.

La controreplica della Meloni

Durante la conferenza stampa a seguito del cdm che ha dato via libera alla manovra la Meloni è tornato sull’argomento. “Ho visto le risposte che sono arrivate dall’associazione nazionale magistrati. Dico una cosa semplice: non vedo quello che ho detto come un attacco, lo vedo come una difesa. Con una difesa del lavoro che conosco di tutti i servitori dello Stato che hanno lavorato con enorme dedizione per evitare che si ripetesse quello che avevamo visto il 17 di ottobre. E non si è ripetuto, e mi dispiace che quel lavoro venga vanificato”. E ancora: “Quindi non credo che dirlo sia scomposto, come ho letto. Mi pare che scomposto sia altro, francamente. Tipo dire ‘chi non salta la Meloni è’. E non sono i miei toni e non sono i miei metodi, ma ho il dovere di difendere un lavoro che ho visto fare in questo fine settimana da tanta gente, perché vogliamo difendere le persone perbene dalla violenza, dalla devastazione, dalla distruzione, da quello che abbiamo visto. Questo è quello che ho detto ed è quello che ribadisco”, ha aggiunto.

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