Mario Calabresi si prepara alla corsa per Palazzo Marino e dà la sua disponibilità alle primarie del centrosinistra. Ma avverte gli alleati: trasformarle in una resa dei conti sarebbe già una sconfitta. A un mese dall’addio a Chora, la società di podcast che aveva fondato, il giornalista e scrittore conferma al Corriere della Sera l’intenzione di mettersi in gioco per Milano: “Attendo che la coalizione chiarisca percorso e tempi. Mi sembra che lo scenario si stia definendo. Io ci sono”.
La strada passa dalla consultazione degli elettori. “Sono pronto per le primarie, uno strumento coraggioso che fa bene alla politica”, scandisce Calabresi. I sondaggi lo danno in vantaggio, ma il confronto si annuncia affollato: in campo Pierfrancesco Majorino, Anna Scavuzzo, Emmanuel Conte, Carlotta Cossutta, Lorenzo Pacini e Tommaso Goisis. E il rischio di divisioni non viene ignorato: “Se le primarie diventassero una resa dei conti, anziché una bella occasione di confronto e di idee, per Milano e il centrosinistra sarebbe in ogni caso una sconfitta. Con il vento di destra che soffia oggi in Europa non possiamo permetterci errori”.
“Milano oggi ha bisogno di ascolto, di cura e poi di scelte chiare. C’è la Milano che corre e quella che fa davvero fatica, ma una città è prima di tutto la comunità di chi la abita. Bisogna avere la sensibilità per parlare con entrambi i mondi e gli strumenti per ricucire strappi e colmare distanze”, aggiunge Calabresi, che poi respinge l’etichetta di candidato di Carlo Calenda: “Ma no, non sono il candidato di Azione! Sono indipendente ma mi riconosco nei valori e nel campo del centrosinistra”.
Un percorso nato, spiega, dal dialogo con esponenti del Pd, delle altre forze della coalizione, dei sindacati e delle realtà cittadine. Sul tavolo mette casa, servizi alle famiglie, sicurezza e ambiente. Il nodo è una città che rischia di respingere giovani e lavoratori: “Siamo diventati europei nei prezzi, nel modo di pensarci, ma non lo siamo negli stipendi». Sulla sicurezza, il punto di partenza sono le vittime: “Al di là dei dati, sentirsi al sicuro è un diritto. Penso soprattutto alle donne”. Tra gli interventi indica un maggiore presidio delle strade, illuminazione, pulizia e risposte al degrado, ricordando che l’ordine pubblico compete allo Stato.
Quanto all’eredità di Beppe Sala, Calabresi riconosce i risultati delle amministrazioni di centrosinistra, dalla riduzione del debito alle nuove linee della metropolitana. Il riconoscimento, però, si accompagna alla richiesta di cambiare passo: “È giusto riconoscere il grande lavoro fatto negli ultimi 15 anni dal centrosinistra, ma adesso bisogna parlare di futuro perché le città sono organismi in continua evoluzione. E quello che andava bene ieri non è detto che funzionerà domani. Chi si propone di guidare la città deve indicare quali risposte offrire ai bisogni che stanno emergendo”.
