Mister Letta porta i ministri in ritiro

Mister Letta porta i ministri in ritiro

RomaLetta come Mourinho. Il premier, nell'attesa di far partire la squadra di governo, convoca tutti i suoi ministri via Twitter. Per «fare spogliatoio». L'allenatore premier scrive testuale: «Domenica e lunedì 24 ore di ritiro, in una abbazia in Toscana, solo i ministri. Per programmare, conoscersi, “fare spogliatoio”. Ognuno paga per sé». In effetti, se Monti doveva aver a che fare con la «strana maggioranza», Letta dovrà vedersela con lo «strano esecutivo». Dentro c'è un po' di tutto: uomini e donne del Pd, del Pdl, di Scelta civica più qualche outsider. Storie, culture e visioni differenti da amalgamare per raggiungere quel minimo di affiatamento, anche sul piano umano. Molti si conoscono già per avere battagliato gli uni contro gli altri da fronti opposti; ma ora indossano tutti la stessa maglia color arcobaleno del governo italiano. Altri proprio si conoscono a malapena ed è meglio usmarsi per bene, prima di scendere in campo. Il coach è lui, Letta jr., che presumibilmente chiederà ai suoi di fare squadra, di evitare personalismi, ma soprattutto di mettere da parte l'interesse di parte e di partito per pensare all'interesse generale. Quale sarà l'interesse generale lo deciderà lui, il primus inter pares dell'esecutivo delle larghe intese. Grosse koalition cui noi italiani non siamo avvezzi. Anzi, pare che l'idea del raduno sia stata benedetta proprio dalla Cancelliera Angela Merkel che, durante il recente faccia a faccia a Berlino, avrebbe suggerito a Letta di portare i suoi uomini in ritiro.
La carica dei 21 ministri si riunirà nell'abbazia di Spineto, in provincia di Siena, da domenica pomeriggio all'ora di pranzo di lunedì. Bello il luogo: un monastero dell'ordine Vallombrosana del XI secolo, circondata da una proprietà di oltre 800 ettari, e naturalmente off limits per la stampa. La proprietà è della famiglia Tagliapietra e uno degli eredi è sposato con Marilisa Cuccia, nipote di Enrico Cuccia, ex presidente di Mediobanca. Da anni è centro per appuntamenti politici e non: ha ospitato seminari del Pd durante l'era Prodi e pure il pidiellino Maurizio Lupi (assieme a Letta) nel 2011 organizzò un incontro tra giovani parlamentari di maggioranza e opposizione. Un summit cui partecipò anche l'attuale presidente della Bce Mario Draghi.
Il ritiro lettiano non è una novità. Il più celebre fu quello di Gargonza, nel 1997, quando il premier Prodi chiamò a raccolta politici e intellettuali in occasione dell'anniversario dell'Ulivo. Altro summit famoso nel 2007, quando Prodi riunì un Consiglio dei ministri alla reggia di Caserta. Riunione a porte chiuse che passò alla storia per la beffa di Marco Pannella, che riuscì a trasmettere tutto su Radio Radicale.
Tra i convocati, qualcuno arriccia il naso. Un anonimo ministro, all'agenzia di stampa Agi, avverte: «Non è che finiamo come Todo modo...». Todo modo è un film del 1975 che narra di una riunione in un albergo-eremo-prigione di capi politici, grandi industriali, banchieri e dirigenti d'azienda, tutti appartenenti alle varie correnti democristiane. Un summit avviene in concomitanza con un'epidemia che miete numerose vittime in Italia. Tra litigi continui e violenti, accuse reciproche e poca pratica spirituale, si sviluppa una serie di apparentemente immotivati delitti, che eliminano, uno alla volta, i personaggi di primo piano del partito. Ma c'è chi invece plaude all'idea, come Beatrice Lorenzin, neo ministro della Salute: «Sono lieta dell'iniziativa, sarà un'occasione vera per confrontarsi sui programmi».

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