Fossero seri farebbero ridere.Uno, Marco Grimaldi – barba alla Mangiafuoco che gli incornicia, pardon incendia il volto – è contro il riarmo ma solo internazionale: i tre minorenni arrestati a Torino con le molotov, ha spiegato il deputato della Bonelli&Fratoianni, gli hanno riferito che «non volevano fare male a nessuno», e lui – indaffaratissimo tra i cortei antagonisti – l’ha riferito alla stampa. L’altro, Lorenzo Pacini, dem sbarbato che si crede il Mamdani di Milano – s’è candidato a sindaco, «è uno scandalo che qui i musulmani non abbiano una moschea dove pregare» – ha dichiarato che le vetrine rotte dalle zucche vuote con e senza kefiah «hanno dato lavoro ai vetrai». Per i quali Maurizio Landini, il Che Gueavara di Castelnovo ne’ Monti che eccita «la rivolta sociale», ha sottoscritto un contratto da 7 euro all’ora, più dei 5 dati ai vigilantes.Pacini, assessore 30enne del primo municipio della Mislamabad di Beppe Sala, ha dato alle stampe «Una cosa sinistra», pardon «di sinistra», e il sottotitolo è «come far tornare alla politica chi non ci crede più»: basterebbe allestire i seggi da Foot Locker e le seconde (de)generazioni, schede e spranghe elettorali, vi si riverserebbero in massa. Il Grimaldi invece, torinese che di anni ne ha 46, venerdì è stato immortalato durante l’attacco di Askatasuna alla polizia, ma l’onorevole ha precisato che non ha alzato un pelo. «Anch’io mi sono vestito di nero come i ragazzi fermati», ha detto riferendosi ai violenti ammanettati nei giorni scorsi, e ieri dopo che giornali e tiggì hanno narrato le sue eroiche gesta ha provato a cavarsela pubblicando sui social una serie di foto che lo ritraevano sorridente tra i manifestanti. Grimaldi è coerente: è un ecologista e guida una Fiat 500 a benzina. Te lo do io l’elettrico!Cresciuto nel partito comunista, nel curriculum – leggiamo ma c’è il rischio di dilungarci – figurano l’incarico di rappresentante d’istituto, la di segreteria “Torino contro la guerra”, le nomine a consigliere comunale e regionale, e poi lo scranno a Montecitorio. Pacini, lo troviamo scritto nel sito della casa editrice, almeno prima di lavorare solo alle campagne elettorali ha venduto fragole. E però, signori, Grimaldi può vantare un cameo nel Ragazzo della Via Gluck. Cosa? Spieghiamo. Alla Camera, il 21 novembre 2024, l’arruffatissimo Bonelli s’è messo a cantare il Molleggiato per protestare contro la cementificazione di Milano. Grimaldi, che non era a Itaca ma forse alla buvette, attirato dal canto della Verde sirena s’è precipitato in aula per rientrare nell’inquadratura. Che spettacolo: è il tendone di Alleanza Verdi Sinistra, venghino signori venghino. Pro Pal, accessori mediorientali al collo quando deve esibirsi in parlamento, Grimaldi ha impiegato un po’ a emergere in Avs, e va compreso: all’inizio Soumahoro e gli stivali infangati, poi la pluripregiudicata Salis e ancora Mimmo Lucano, sindaco condannato di Riace che ha provato a convincere Avs a candidare pure l’indagato Youssef Siher e dato che non ce l’ha fatta - Fratoianni ha detto «no», ma forse s’è sbagliato lo vorrebbe portare a Bruxelles come assistente parlamentare.Torniamo al gemello diverso Pacini, il quale l’indomani delle devastazioni del 17 ottobre ci ha informati che «le manganellate e la repressione delle forze dell’ordine sono state veramente ingiustificate». Ha proseguito: «A tutti i ragazzi che hanno subìto pestaggi, massima solidarietà, siamo con voi, continuare a resistere», più dei vetri dei negozi. Gli hanno chiesto: «Condanna i violenti?». Lui ha risposto: «Prendo ordini solo da mia madre».Ci viene il sospetto che Bonelli e Fratoianni vogliano ingaggiare anche il Pacini.

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