Il Tar del Friuli Venezia Giulia ha messo un punto fermo sulla lunga disputa urbanistica che vede protagonista il Comune di Monfalcone e i centri culturali islamici locali. Con una sentenza depositata oggi, i giudici amministrativi hanno respinto il ricorso presentato dall'associazione Darus Salaam, confermando la piena legittimità dell'operato dell'amministrazione comunale. Lo ha reso noto l’amministrazione comunale, sottolineando che il tribunale amministrativo “ha dato nuovamente ragione al Comune di Monfalcone a fronte del ricorso presentato dal centro islamico” contro “un provvedimento adottato dal Consiglio comunale”.
Al centro della contesa non c'è una questione di libertà religiosa, come spesso cercato di far passare dalle opposizioni, ma il rigoroso rispetto delle norme urbanistiche e delle destinazioni d'uso. “L'ente si è sempre mosso per assicurare la legittimità e il rispetto delle leggi e dei regolamenti e anche in questo caso è stata approvata una delibera dal Consiglio comunale per un'interpretazione autentica della norma urbanistica che attiene alla valutazione dei servizi e delle attrezzature collettive di interesse pubblico, fra le quali evidentemente non possono rientrare le destinazioni d'uso di carattere privato, come quelle impiegate per le preghiere collettive”, ha sottolineato il sindaco Luca Fasan.
Il Comune aveva infatti adottato una delibera per chiarire l'interpretazione del Piano regolatore. “Si tratta dell'ennesima sentenza partita da Monfalcone che sta scrivendo la storia della giurisprudenza in materia di luoghi di culto islamici che operano nel Paese senza rispettare le norme”, ha dichiarato Anna Maria Cisint, oggi europarlamentare con un lungo passato da sindaco di Monfalcone.
“Il Tar è entrato nel merito dell'interpretazione autentica chiarendo che, nel caso specifico, nelle zone residenziali l'uso di servizi collettivi riguarda solo le opere di interesse pubblico, come può essere una scuola, e non luoghi usati per la preghiera collettiva, confermando in tal modo quanto contenuto nel Piano regolatore”, ha spiegato l'avvocata patrocinante dell'ente Teresa Billiani.