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Moretti lancia la sfida a Renzi: "Alternative? Vengano pure"

Moretti zittisce chi lo critica: "Nel 2006 nessuno voleva fare l'ad di Fs". E mette il premier con le spalle al muro: "Vediamo se trova con chi sostituirmi"

Moretti lancia la sfida a Renzi: "Alternative? Vengano pure"

"Io faccio fatica, non gioco mica". L'amministratore delegato di Fs, Mauro Moretti, non ci sta a farsi tirare dentro a una polemica sterile sui tagli agli stipendi dei manager pubblici. Anche perché i conti pubblici delle Ferrovie sono dalla sua parte: da quando è al timone del gruppo, Fs non solo è tornata in positivo ma si è addirittura messa a fare utili. Per questo non manda giù le critiche di Diego Della Valle, socio di quell'Ntv di Luca Cordero di Montezemolo che a Fs vorrebbe tanto fare le scarpe, e l'ultimatum di Matteo Renzi, che insieme al commissario Carlo Cottarelli sta mettendo a punto il piano di spending review. E proprio a Matteo Renzi lancia la sfida: "Se ci sono alternative migliori alla guida che possa gestirlo meglio, ben vengano".

Moretti non ha replicato subito, ha preferito aspettare l'occasione giusta. Ha aspettato, per capirsi, la presentazione del piano insutriale 2014-2017. E, subito prima di presentare i cinquanta nuovi treni che in vista di Expo 2015 andranno a 350 chilometri all'ora, mette in chiaro alcune cose. Innanzitutto che ricoprire l'incarico di amministratore delegato alle Ferrovie dello Stato è "una storia di fatica, non di giochetti per prendere mezzo minuto di share" in televisione. Poi che nel 2006, quando è stato nominato, "nessuno voleva fare l'ad delle Fs". Un inciso diretto a Renzi che, al tempo, ancora non aveva messo le mani su Roma. Ed è proprio il premier che Moretti punta a mettere con le spalle al muro lanciandogli una sfida senza precedenti: "Adesso la sfida è valorizzare il capitale investito nel gruppo, è capitale pubblico che va a beneficio del contribuente, e questi ha interesse a che il gruppo vada gestito nel migliore dei modi e se ci sono alternative migliori alla guida che possa gestirlo meglio, ben vengano". Perché, come aveva annunciato già nei giorni scorsi, qualora dovessero tagliargli ulteriormente lo stipendio non ci penserebbe su più di tanto e lascerebbe la poltrona aqualcun altro.

"Qui non stiamo a poltrire negli uffici - ha rimarcato oggi - questo è uno dei lavori più duri che si possa immaginare in Italia e nel resto del mondo". Per far aprire gli occhi a Renzi, Moretti gli snocciola uno dopo l'altro i numeri delle Ferrovie dello Stato che vedrà la flotta dei nuovi FrecciaRossa rimpinguarsi di cinquanta Etr1000. Il piano industriale 2014-2017 prevede, infatti, investimenti per 24 miliardi di euro. Di questi 8,5 miliardi sono in autofinanziamento. Tre miliardi, infine, saranno dedicati al trasporto locale. Per Moretti il piano è stato "sviluppato tenendo conto delle indicazioni dell’azionista" e "in continuità con le strategie individuate in un contesto di profonda crisi internazionale". "In questi anni - ha concluso - siamo passati da un’operazione di risanamento a uno sviluppo concreto nonostante la crisi". Da qui la richiesta di essere giudicato "sui risultati e non sulle chiacchiere".

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