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“Multiculturalismo esasperato”. È scontro in Emilia per la macellazione a domicilio che strizza l’occhio agli islamici

Il regolamento di Igiene del comune di Valsamoggia ha scatenato la polemica per i rischi biologici ma il Pd si difende: “Previsto dalla normativa nazionale”

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In Emilia Romagna è esplosa la polemica sulle macellazioni: nel comune di Valsamoggia due norme del nuovo regolamento di Igiene hanno scatenato lo scontro politico. Valsamoggia è un Comune giovane, istituito recentemente , e questo è il primo documento in materia che crea. Ma ci sono dei passaggi che stanno facendo discutere in merito all’allocazione degli animali e alla macellazione. A denunciare il caso è Luigi Gandolfi, rappresentante del gruppo “Insieme per il cambiamento”, secondo il quale, citando gli articoli del documento, “il nuovo regolamento consente allevamenti di polli, conigli e altri animali medio-piccoli che possono essere collocati anche nel territorio urbanizzato e nei centri abitati”. E in aggiunta, spiega Gandolfi, “è permessa la macellazione dei suini, del pollame e degli ovicaprini al di fuori di stabilimenti registrati o riconosciuti”.

Per l’ex candidato sindaco, queste norme sono “in funzione di una società multiculturale, a riti e tradizioni di altre religioni. Si comincia così, con un regolamento di igiene, e, forse, si finisce per mandare al macello la nostra civiltà”. Particolarmente duro anche l’intervento di Fratelli d’Italia, che con Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea Legislativa sottolinea che quel regolamento “presenta criticità e zone d’ombra inquietanti, che rischiano di mettere a repentaglio la sanità pubblica, il benessere animale e la salubrità dei centri abitati”, perché sono norme “che introducono un potenziale rischio di gestione dei rifiuti biologici a ridosso delle case dei cittadini”. Per questo motivo è stata presentata un’interrogazione alla Giunta regionale per chiedere un intervento immediato.

Ancor più allarmante, secondo FdI, è la disciplina della macellazione domiciliare privata per l’autoconsumo. La macellazione di suini, ovicaprini e pollame al di fuori di stabilimenti autorizzati genera una cospicua quantità di sottoprodotti biologici pericolosi, come sangue e viscere. C’è il rischio concreto che questi vengano smaltiti illecitamente nelle reti fognarie comunali, con danni ambientali. Inoltre, le maglie troppo larghe concesse dal Comune potrebbero fare da paravento a macellazioni rituali clandestine a domicilio, eludendo l’obbligo tassativo dello stordimento preventivo dell’animale previsto dalle leggi europee.

“Vogliamo garanzie scritte sulle modalità di smaltimento dei residui organici e la certezza che non venga tollerata alcuna deroga in nome di multiculturalismo esasperato da parte della sinistra che si può tradurre in un danno ingente degli standard igienici e del benessere animale”, ha concluso Evangelisti. Dall’altra parte il Pd si difende spiegando che “Comune di Valsamoggia non ha introdotto la possibilità di macellare animali a domicilio. La macellazione per consumo domestico privato è prevista dalla normativa nazionale e regionale. Ci siamo limitati a inserirla nel quadro regolamentare comunale. Non si tratta quindi di un ‘liberi tutti’”.

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