In tutta Europa si parla della decisione del governo italiano di bandire dalle scuole il velo integrale e di porre un tetto numerico nelle classi alla presenza di studenti che non conoscono la lingua. Dal Regno Unito alla Spagna, sono per lo più commenti favorevoli quelli che ha incontrato l’esecutivo di Giorgia Meloni in tal senso, sottolineando che si tratta di una misura di buon senso e non invasiva per tutelare le radici e la storia italiane e, di conseguenza europee. La misura adottata dall’esecutivo potrebbe definirsi chirurgica, perché si muove nel pieno rispetto delle religioni che viene garantito dalla Costituzione ma elimina la possibilità che si possa andare a scuola a volto coperto, anche con l’escamotage della mascherina, per ragioni di sicurezza nazionale e di rispetto della donna, contro la radicalizzazione religiosa.
Ed è in questo alveo che si inserisce la nuova campagna di Fratelli d’Italia “Nessuna resti nascosta” orientata a tutelare i valori costituzionali e a contrastare con decisione la penetrazione dell’integralismo islamico nel tessuto sociale italiano, con misure ampie a tutela delle donne, che vanno a colpire alcune delle consuetudini radicate nelle sacche islamiche italiane. Al centro del progetto vi è una raccolta firme a sostegno di una proposta di legge parlamentare dove, tra i diversi punti, figurano l’introduzione del divieto del velo integrale in tutti i luoghi pubblici, un inasprimento delle sanzioni nei confronti delle spose bambine e dei matrimoni combinati, e lo stop definitivo ai certificati di verginità. Parallelamente, il testo stabilisce la creazione di un quadro normativo di maggiore trasparenza sul tracciamento dei finanziamenti destinati ai luoghi di culto, prevedendone la chiusura temporanea qualora vi si promuovano ideologie fondate sull’odio o sulla presunta superiorità culturale e religiosa.
Chissà se la sinistra riuscirà a opporsi anche a queste proposte con le solite accuse di razzismo e di emarginazione. La mobilitazione prenderà il via con le prime venti tappe ufficiali: l’avvio è fissato per il 1 ottobre in Basilicata, con tappe a Potenza e Matera, per poi toccare Bari il 2 e Perugia il 3 ottobre. Il percorso proseguirà l’8 a Roma, il 10 in contemporanea a Trento, Genova, Aosta, Udine, Ancona e Padova, il 16 a Tortolì (Ogliastra), Catanzaro e Campobasso, il 17 a Pescara e il 18 a Palermo. Le fasi conclusive della prima fase vedranno gli incontri del 23 ottobre a Bologna e Firenze, del 24 a Torino, del 27 a Napoli, per poi culminare il 20 novembre a Milano. Dopo un periodo troppo lungo caratterizzato da una gestione permissiva dei flussi migratori che ha favorito la nascita di contesti di marginalità, questa campagna intende riaffermare la centralità dell’emancipazione femminile, dei diritti individuali e dell’integrazione legale. L’obiettivo prioritario rimane il contrasto al radicalismo religioso e l’incoraggiamento all’integrazione sui valori occidentali, non il contrario che spesso introduce nella società italiana elementi incompatibili con la tradizione democratica e la sicurezza della Nazione.
