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Sette cani morti sull’Autostrada del Brennero: erano stipati tra gabbie e bagagli. Biancofiore: “Perseguire ogni responsabilità”

I setter viaggiavano verso una battuta di caccia in Lapponia. Le aperture dei box erano quasi ostruite e l’ultimo animale è morto nonostante i tentativi di rianimarlo

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Sette cani di razza setter sono stati trovati senza vita in una vettura che stava attraversando l’Autostrada del Brennero in direzione della Lapponia per una battuta di caccia. Stando alle prime indicazioni, la morte per gli animali sarebbe arrivata per soffocamento. L’allarme è scattato grazie alla segnalazione di un passante che ha notato i corpi immobili dei cani dentro l’abitacolo nell’area di servizio Trens Est. All’arrivo della Polizia Stradale, i presenti stavano tentando disperatamente di rianimare l’ultimo esemplare ancora in vita, che è purtroppo deceduto poco dopo nonostante il tempestivo intervento dei sanitari.

I sette cani viaggiavano stipati nel bagagliaio all’interno di quattro gabbie, in uno spazio fortemente ridotto, in cui il vano posteriore era saturo di bagagli stipati attorno e sopra i box, al punto da ostruire quasi del tutto le vie d’aria. Inoltre, le aperture delle gabbie si trovavano a ridosso del portellone dell’auto, azzerando qualsiasi ricircolo dell’ossigeno. Tutti i documenti degli animali erano in regola per il viaggio transfrontaliero ma l’errore di valutazione è stato fatale per gli animali, per i quali non è stato predisposto un adeguato spazio vitale all’interno della vettura. Le autorità hanno disposto il sequestro del veicolo e degli animali, oltre alle armi da caccia e alle munizioni rinvenute a bordo.

“Fin dove può arrivare la malvagità umana? Sette cani morti durante un viaggio verso la Lapponia per una già di per sé, ignobile battuta di caccia, trasportati in quattro minuscoli box coperti dai bagagli. La vicenda emersa sull’Autostrada del Brennero, nella mia terra, nei pressi di Vipiteno, provoca dolore e rabbia. Quegli animali non erano attrezzature da caccia da stipare nel bagagliaio, ma vite da proteggere. Quanto emerge dalle prime ricostruzioni è sconvolgente e deve scuotere le coscienze”, si legge nella nota della senatrice Michaela Biancofiore, presidente del Gruppo Civici d’Italia-UDC-Noi Moderati-MAIE-Centro Popolare. “La malvagità umana si manifesta anche nell’indifferenza verso la sofferenza di chi non può difendersi né sottrarsi alle nostre decisioni. Gli animali dipendono da noi, si affidano a noi: tradire questa fiducia significa venir meno al più elementare dovere morale. Non sono oggetti di nostra proprietà dei quali disporre senza riguardo, né strumenti che valgono soltanto finché ci sono utili. Ribadisco la mia totale avversità alla caccia, perché si accompagna sempre a un bagaglio di dolore e violenza che non dovrebbe appartenere alla razza umana . Questa vicenda rende ancora più dolorosa una convinzione profonda: nessuna passione, nessuno svago può venire prima della vita e del benessere di esseri senzienti”, scrive ancora l’onorevole.

“Il rafforzamento delle tutele e delle sanzioni introdotto dalla legge 82 del 2025 ha segnato un importante passo avanti. Ma occorre proseguire con maggiore determinazione con una rigorosa applicazione della norma. Non basta indignarsi davanti all’ennesima tragedia: alla crudeltà devono corrispondere conseguenze concrete. La sofferenza inflitta ad un animale non può essere considerata un male di poco conto”, aggiunge Biancofiore ringraziando le forze dell’ordine che sono intervenute dopo la segnalazione e chiedendo che “su questa vicenda si faccia piena luce e che ogni responsabilità accertata venga perseguita con il massimo rigore, visto che purtroppo i trasportatori erano italiani e sorge più di un sospetto sul reale destino di quelle povere creature. Il rispetto per gli animali non si misura nelle dichiarazioni d’amore, ma nel modo in cui li trattiamo e nella capacità di proteggerli”.

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