Niente corte in Val di Susa. Frustrate le ambizioni rivoltose degli attivisti che da tempo tentanto in ogni modo di rallentare, se non impedire, la realizzazione della linea dell’alta velocità che colleggherà Torino a Lione.
Il dispositivo di sicurezza messo in campo delle forze dell’ordine ha infatti impedito nella giornata di Ferragosto a un corteo No Tav, in Valle di Susa, di raggiungere la zona dei Mulini, nel territorio di Giaglione (Torino), dove, nelle vicinanze del perimetro del cantiere di Chiomonte, è presente un presidio allestito dagli attivisti dello stesso movimento che si oppone alla nuova linea ferroviaria dell’alta velocità. Gli attivisti avevano lanciato sul web e sui social il «Ferragosto ai Mulini» con un programma che prevedeva una «Grigliata Antispecista» (l’antispecismo è un movimento che rifiuta l’idea secondo la quale gli esseri umani sono superiori agli altri animali). E questo nonostante che l’accesso all’area fosse stato vietato da un’ordinanza della prefettura. I manifestanti - tra cui gli operatori della questura hanno individuato degli aderenti al collettivo Giovani No Tav e dei militanti di Askatasuna - si erano raccolti accanto al campo sportivo di Giaglione. Lungo il percorso hanno trovato gli operatori del reparto mobile della polizia di Stato.
Le forze dell’ordine hanno anche provveduto a bloccare l’accesso a un altro presidio No Tav, quello in località Traduerivi. I dimostranti hanno poi raggiunto il presidio di San Giuliano, distante dal sito del cantiere e non interessato dalle ordinanze prefettizie.
Dalla Francia, intanto, era arrivata la notizia dell’arresto otto giovani, di età compresa fra 19 e 28 anni. Sono stati fermati lo scorso 23 luglio e risultano indagati dopo avere testato degli esplosivi nei tunnel parigini, sospettati di avere preparato un’azione violenta da tenersi a margine della mobilitazione No Tav dello scorso 25 luglio contro il cantiere ferroviario della Torino-Lione in Val di Susa. Come riportato anche dal Giornale, aggiungendo che gli indagati sono stati rilasciati e sottoposti a controllo giudiziario mercoledì. Gli 8 sono stati definiti come appartenenti ad ambienti di estrema sinistra. Gli otto sono stati indagati in particolare per associazione a delinquere, detenzione e trasporto di prodotti incendiari nell’ambito di un’organizzazione criminale. Mercoledì 12 agosto sono stati rimessi in libertà dalla Camera di istruzione di Parigi, che ha confermato per loro il controllo giudiziario nonostante l’insistenza della Procura nel volerli vedere in carcere, Gli 8 sarebbero considerati dalle autorità come membri di Que la fac (QLF), un movimento studentesco autonomo, vicino alla torinese Askatasuna.
