Il discorso di Giorgia Meloni al parlamento prima del Consiglio europeo sta facendo il giro del mondo. Le parole della premier, soprattutto quelle ferme e decise sulla Russia di Vladimir Putin. Dalla Bulgaria all’Ucraina, tante le parole di elogio per la presidente del Consiglio. “Se l’Ucraina smettesse domani di difendersi, come in molti auspicano o propongono, noi non avremmo la pace. Noi discuteremmo dell’occupazione di una nazione europea, e del ritorno dell’imperialismo di stampo sovietico che l’Europa ha conosciuto per mezzo secolo. Personalmente non rimpiango quegli anni, non rimpiango i carri armati russi che repressero le rivolte di Praga e Budapest, non rimpiango il muro di Berlino”, ha detto Meloni in uno dei passaggi più apprezzati.
Mentre in parlamento tutti gli onorevoli della maggioranza si sono alzati per applaudire, all’estero il discorso della premier viene tradotto nelle diverse lingue per essere compreso e capito dall’ampio pubblico a cui vuol essere rivolto attraverso i social. “La Russia ha avviato la sua nuova campagna d’autunno contro l’Ucraina: incapace di avanzare sul fronte, Mosca ha iniziato a colpire sempre più duramente la popolazione civile”, è l’altra parte del discorso di Meloni che è stata ripresa e tradotta con sottotitoli in caratteri cirillici. “Centrali elettriche, condomini, ospedali, persino gli autobus che portano le persone al lavoro come nell’orrenda strage di Kramatorsk. È una strategia con la quale la Russia punta a piegare il popolo ucraino con il terrore, il freddo e il buio, semplicemente perché non è riuscita a piegarlo sul campo di battaglia”, sono le altre parole della premier.
I fatti, del resto, ha proseguito Meloni, “smentiscono la propaganda del Cremlino e di chi quella propaganda la porta anche qui in Italia. Dall’inizio dell’anno Mosca ha guadagnato pochissimo terreno, e nel solo mese di settembre ha perso buona parte di quanto aveva conquistato negli ultimi mesi”. Questo stallo, ha aggiunto, “non è caduto dal cielo: lo hanno costruito il coraggio degli ucraini e il sostegno dell’Occidente, Italia compresa. E continuo a ritenere che questo stallo sia l’unico strumento efficace che abbiamo per portare la Russia a un tavolo negoziale serio. So che su questo il dibattito è acceso, anche in quest’aula e dentro gli schieramenti. Lo rispetto e lo comprendo perfino, perché nessuno in quest’aula vuole la guerra”. La conclusione del video che è andato virale è significativa: “Mi interessa che l’Europa non vada in ordine sparso, non offra il fianco a chi ha interesse ad alimentare le divisioni e parli con una voce sola. Perché un’Europa che si divide sui formati offre un’immagine di sé infantile, ed è l’unico vero regalo che possiamo fare a Mosca. E di regali a Mosca, di questi tempi, ne sono già stati fatti abbastanza”.
