La propaganda sta bene nelle piazze, sta bene per creare gli slogan da scandire nei cortei contro il governo per trascorrere una giornata diversa in compagnia, ma quando poi si arriva al sodo, tutti i buoni principi e gli ideali di lotta si scontrano con la realtà. Ed è quello che sta succedendo in Emilia Romagna, dove gli studentati realizzati con i fondi del Pnrr stanno riscuotendo ampio, e prevedibile successo. Dopo le lotte e gli scontri dei mesi e degli anni scorsi, ora gli spazi nei nuovi edifici vengono contesi e a scegliere di trasferirsi qui non è solo chi scendeva in piazza e li contestava ma anche chi, pur avendo già una sistemazione, sceglie di cambiare trovando le nuove opportunità ben più favorevoli.
“Sono edifici nuovi, con arredi di qualità, servizi, sale studio, connessioni Wi-Fi efficienti e tariffe che comprendono anche le utenze. Per mesi si è cercato di descrivere gli studentati PNRR come housing di lusso, inaccessibile, riservato a pochi. I fatti raccontano un’altra storia. Non speculazione edilizia, ma housing sociale: circa 20.000 posti letto destinati agli studenti aventi diritto al sostegno pubblico e altri 43.000 a tariffe calmierate”, ha spiegato il ministro Anna Maria Bernini, che li ha recentemente inaugurati. Quindi oltre 60.000 nuovi posti letto a prezzi ben inferiori a quelli di mercato.
“La verità è che stiamo offrendo a migliaia di ragazzi la possibilità di vivere e studiare in strutture nuove, dignitose e funzionali. Ma il nostro impegno non si ferma al PNRR: abbiamo rafforzato anche gli investimenti nazionali attraverso la Legge 338, che sostiene Università ed enti regionali per il diritto allo studio nella realizzazione di nuove residenze universitarie. Un impegno che va oltre le risorse europee e che punta a dare continuità nel tempo alla crescita e al miglioramento dell’offerta abitativa per gli studenti. La disinformazione sui prezzi non abbassa gli affitti e non costruisce nuovi posti letto. Rischia soltanto di far credere ai giovani che studiare fuori sede sia un lusso che non possono permettersi”, ha concluso Bernini. La polemica sugli studentati, infatti, evidenzia in maniera plastica come ci sia sempre chi prova ad avvelenare i pozzi, strumentalizzando i giovanissimi per fini politici pur di cercare di arrecare un danno al governo.
