Politica

Ora il giornalista comunista denuncia i funerali di Rauti

Saluti romani, croci celtiche, inni hobbit: la destraricorda così Pino Rauti. Per farla tacere ora vogliono portarla in un'aula di tribunale: denuncia per apologia al fascismo

C'erano le braccia tese stagliate contro il cielo, ma c'erano anche i volti contratti dal dolore. C'erano le croci celtiche sulle bandiere e sul bavero delle giacche, ma c'era anche il lento incedere verso la chiesa di San Marco per l'ultimo saluto all'ex segretario del Msi Pino Rauti. Ieri, a Roma, il popolo dell'estrema destra italiana si è ritrovato nel cantare, lungo il sagrato, l'inno hobbit "Il domani appartiene a noi". Un'immagine che non è piaciuta alla sinistra radicale che adesso vorrebbe trascinare i funerali in un'aula di tribunale. "Un'indegna gazzarra di saluti romani, insulti antisemiti e quant’altro, in un paese sciagurato, che non ha memoria storica", ha commentato il giornalista Sergio Sinigaglia dopo aver presentato un esposto contro ignoti alla procura. L'accusa è quella di apologia del fascismo. Un reato, certo, ma è necessario applicarlo anche alle esequie?

Al "presente" i camerati hanno risposto tutti in coro. "Camerata Pino Rauti". "Presente". Un unico addio all'ex segretario del Movimento Sociale che, all'indomani della nascita di Alleanza nazionale, tentò di riaccendere la Fiamma. La chiesa di San Marco gremita e anche all’esterno: centinaia di persone, simpatizzanti e militanti della galassia della destra italiana. Da CasaPound al Movimento Sociale, dal Blocco Studentesco alla Fiamma Tricolore. Qua e là anziani nostalgici del Ventennio. Un popolo che, compatto, ha duramente contestato il presidente della Camera Gianfranco Fini, fautore della "svolta" che nel 1995 trasformò il Msi in An durante il congresso di Fiuggi. Svolta a cui Rauti si era opposto strenuamente.

Adesso contro questo popolo si scaglia Sinigaglia, collaboratore del Manifesto, un passato in Lotta continua, ora impegnato in comitati per la difesa dei diritti dei cittadini. Non gli interessa delle contestazioni a Fini. Vuole portare in tribunale tutti quanti per quei saluti romani che hanno salutato Rauti, non in una manifestazione politica ma durante il funerale di un politico. Che è un'altra cosa. "La pietas e il rispetto di fronte alla morte vanno oltre qualunque credo politico e religioso - attacca Sinigaglia - in questo sciagurato Paese stia ormai irrimediabilmente sbiadendo la memoria storica del ventennio fascista". Il collaboratore del Manifesto censura i libri di Pansa, boccia "discutibili fiction" trasmesse in tivù e denuncia "sdoganamenti vari". Poi chiosa: "Ormai la dittatura mussoliniana è presentata come un qualcosa di indefinito con luci e ombre, e chi lottò e morì per la libertà e la democrazia viene risucchiato in improbabili triangoli della morte". Quella di Sinigaglia è la storia scritta da chi ha vinto che ora vuole processare anche i funerali.

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