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Ora Grillo sfotte il Pd: "Se Lusi va in galera, sarà tangentopoli bis"

Ultime, frenetiche ore di libertà (forse) per l'ex tesoriere della Margherita che non ci sta a fare il capro espiatorio. Domani il Senato si esprimerà sull'arresto

Ora Grillo sfotte il Pd: "Se Lusi va in galera, sarà tangentopoli bis"

Forse sono le ultime ore di libertà per Luigi Lusi, ex tesoriere della Margherita. Domani pomeriggio, se l'aula del Senato voterà sì alla richiesta d'arresto, l'uomo che fa tremare il centrosinistra finirà a Regina Coeli, nella cella uso singola per lui prenotata dai magistrati. Le manette non scatteranno all'uscita del Palazzo, in quanto prassi vuole che vengano concesse 24 ore di tempo per costituirsi.
Ma sono anche ore frenetiche, per il senatore, un combattente, che ha inviato una lettera ai suoi colleghi invitandoli a votare no e che sta raccogliendo le venti firme necessarie a richiedere una votazione segreta e non palese. Mossa comprensibile, perché con il voto segreto i giochi non sarebbero per nulla già fatti e molti suoi colleghi sono riusciti così a scampare alla galera richiesta dai Pm. Si tratta certo di un'ultima disperata difesa,visto che all'ex tesoriere e uomo di fiducia di Rutelli non sfugge che proprio a cominciare da Rutelli siano in tanti a preferirlo chiuso in gattabuia, piuttosto che libero di gestire da libero questo che è ormai diventato un affare di Stato.
Un vero affaire sia per la ragnatela di interessi (più o meno confessabili) che vi si nascondono, sia per il significato che l'arresto del senatore assumerebbe (sarebbe la prima volta nella storia). Come una mosca sul «miele» (si fa per dire) della Casta, il primo a tuffarsi nella querelle dell'ultimo giorno è stato Beppe Grillo. Fin dal mattino sul suo blog ha postato un divertente atto d'accusa contro il Pd (il pidimenoelle, come lo chiama lui).
«Comunque vada sarà un successo - scrive Grillo -. Domani, 20 giugno 2012, il Senato voterà per l'arresto di Lusi, tesoriere della Margherita, il mariuolo della seconda Repubblica (quello della prima fu Chiesa che trascinò il Psi nel baratro). "Essere o non essere, questo è il dilemma per Bersani. Se sia più nobile nella mente soffrire i colpi di fionda e i dardi di un oltraggioso processo, o negare l'arresto contro un mare di affanni e, contrastandoli, porre forse fine al pdmenoelle. Analizziamo pacatamente, serenamente, le due ipotesi sul tavolo. Prima ipotesi. Il Senato autorizza. Lusi viene arrestato e parla, e porta prove a sostegno (e ha detto che lo farà), mezzo pdmenoelle potrebbe essere trascinato sul banco degli imputati. Una riedizione di Tangentopoli con nuovi Forlani con la bavetta. Tutti i percettori dei contributi elettorali dispensati da Lusi aummaumma dovrebbero - aggiunge il fondatore del Movimento 5 stelle - trasferirsi all'estero e abbandonare i tanto amati talk show con conduttore a seguito. Previsione elettorale: pdmenoelle sotto il 15%, destinato alla fine della Lega.
"Seconda ipotesi. Il Senato - osserva Grillo - non autorizza. Lusi non viene arrestato, non parla e fa il pesce in barile in attesa degli eventi. L'opinione pubblica insorge. Il pdmenoelle attribuisce il salvataggio ai voti (infidi) del Pdl e della Lega. Il Pdl e la Lega respingono indignati l'accusa. Previsione elettorale: Il pdmenoelle perde il 2-3% del consenso elettorale nei sondaggi e si apre una discussione, seria, interna al partito sui rimborsi elettorali, che comunque altrettanto seriamente non verranno restituiti ai cittadini. Se voi foste il Politburo del pdmenoelle, rappresentato da Bersani, D'Alema, Bindi e Letta nipote, con la ruota di scorta dell'inconsapevole Rutelli, cosa fareste? Puntereste sulla ipotesi a minor rischio. E quindi il buon senso suggerisce il salvataggio. Fiat Lusi. Meglio tirare a campare che tirare le cuoia. Lo disse Andreotti, lo faranno in Senato se non vogliono rischiare l'estinzione. Ma comunque vada, arresto o non arresto, sarà - conclude Grillo - un successo».
Il dito nelle piaghe del Pd non passa inosservato e suscita più di un grido di dolore. Infuriata la Roberta Pinotti, vicepresidente della Commissione Difesa intima un «basta con il fango indistinto su tutti: il Pd vuole il voto palese del Senato su Lusi e voterà per l'arresto. Ditelo a Grillo».
Ma le cose non sono così semplici. Verissimo che il Pd non aspetta altro che Lusi vada in galera per buttarne via la chiave. Ma l'ex tesoriere alla vigilia del voto dell'aula ha inviato a tutti i senatori la sua memoria difensiva di 500 pagine rilegate, con tanto di copertina, e una lettera indirizzata a tutti gli «illustri senatori». In essa chiede ai colleghi di «constatare l'insussistenza di qualsiasi fondamento giustificativo dell'esigenza cautelare nei miei confronti (come peraltro nei confronti di mia moglie). Al tempo stesso - prosegue - in questo specifico caso, potrete altresì verificare come soltanto lo status di parlamentare, soprattutto per il clamore mediatico legato alle vicende del procedimento penale che mi riguarda, costituisca l'unica possibile motivazione alla base di una ingiustificabile misura restrittiva, adottata peraltro nella forma più gravosa».
Di sicuro i contorni mediatici - oltre che le preoccupazioni del Pd - hanno resto assai più ardua la sua difesa. La sua raccolta di firme in queste ore sta per sfiorare le venti necessarie alla richiesta di voto segreto, che complicherebbe di molto il compito dei partiti, se è vero - com'è vero - che in passato più volte le richieste d'arresto sono state rifiutate nel segreto dell'urna. Tra i firmatari c'è anche uno dei beneficiati, l'ex parlamentare del Pd, Alberto Tedesco, che ha confermato di aver firmato la richiesta, ma di non essere stato lui il promotore. Altri due senatori appartengono al gruppo dei Repsponsabili.
Nel frattempo, i contatti intercorsi tra i partiti sembrano preludere ad accordi sottobanco. Voci di corridoio parlano di intesa raggiunta tra Pdl e Api per mandare in carcere Lusi (un modo, dicono i maligni, di ricompensare chi aiutò il senatore De Gregorio a sfuggire al carcere). In virtù di questo accordo, alcuni firmatari del documento di Lusi in queste ore starebbero subendo pressioni per ritirare la propria sottoscrizione. «Penso che i fatti ascritti all'ex tesoriere della Margherita siano stucchevolmente gravi - ha affermato il deputato Alfonso Papa (che in carcere c'è andato) -. E credo che essi, se riscontrati, non possano non chiamare in causa anche i vertici di quel partito che oggi si affannano ipocritamente a scaricare sul capro espiatorio Lusi ogni responsabilità. Ma, se colpevole, Lusi vada in galera: però da condannato e non da presunto non colpevole, quale è secondo Costituzione». Una posizione che sarà pure impopolare, ma che riassume alla perfezione la complessità del voto che domani i senatori saranno chiamati a dare.

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