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“Ovunque è il centro”, il nuovo libro di Giuseppe Fioroni: la politica oltre il narcisismo

Il volume, in uscita per Rubbettino Editore, nasce dal dialogo con il sociologo Angelo Palmieri e affronta il rapporto tra politica, cittadini e istituzioni, guardando anche alle nuove generazioni e al significato dell’impegno pubblico

Giuseppe Fioroni

La politica oltre il narcisismo, la propaganda e la tentazione di trasformare il potere in qualcosa di personale. È da questa prospettiva che prende forma “Ovunque è il centro. Delle cose, della vita, della politica”, il nuovo libro di Giuseppe Fioroni, nato dal dialogo con il sociologo Angelo Palmieri e in arrivo il 16 ottobre per Rubbettino Editore. Non è una semplice autobiografia né la cronaca di una stagione politica ormai alle spalle. Attraverso le domande di Palmieri, Fioroni si interroga su cosa resti dell’impegno pubblico quando la politica viene privata del narcisismo, della propaganda e della tentazione “proprietaria” del potere. Al centro della riflessione c’è anche il rapporto tra cittadini e istituzioni e la difficoltà di ricostruire un legame con una dimensione collettiva.

Il significato di “Ovunque è il centro”

Il titolo del volume propone una lettura diversa rispetto all’idea tradizionale di centro politico. Non una posizione geometrica né una collocazione tattica da difendere, ma il luogo nel quale la dignità della persona torna a essere il punto di riferimento. Il centro, nella prospettiva raccontata nel libro, è dunque là dove c’è una persona da ascoltare o una comunità da custodire. La riflessione si concentra così sul significato dell’impegno pubblico e sulla necessità di recuperare una politica capace di guardare alle persone e al bene comune, invece di essere assorbita dalla ricerca del consenso e dalla gestione del potere. Tra i temi affrontati c’è anche la frattura tra cittadini e istituzioni e il progressivo logoramento del “noi”, insieme alla necessità di ricostituire un “campo degasperiano”.

La formazione di Fioroni e i suoi riferimenti politici

Il volume ripercorre anche le radici della formazione di Fioroni, dallo scoutismo alla Dottrina sociale della Chiesa, mettendole in relazione con alcuni dei principali riferimenti della tradizione politica alla quale appartiene. Nel confronto compaiono Luigi Sturzo, Alcide De Gasperi, Aldo Moro e Jacques Maritain. Sono figure che accompagnano una riflessione che parte dalla formazione dell’autore e arriva alle questioni del presente, interrogandosi sul ruolo della politica e sul rapporto tra responsabilità individuale e dimensione collettiva. Il riferimento a De Gasperi torna anche nell’idea di un “campo degasperiano”, indicata tra le questioni sulle quali il libro invita a riflettere.

I giovani e il rischio di restare “in panchina”

Uno spazio importante è dedicato alle nuove generazioni. Il libro si interroga sul rapporto tra i giovani e la politica e su una generazione che non chiede semplicemente di essere coinvolta attraverso parole rassicuranti. L’immagine scelta è quella di chi non vuole essere lasciato “in panchina”; una condizione che richiama la necessità di una politica autentica, credibile e abitabile, capace di restituire ai giovani un ruolo reale nella vita pubblica. Il tema si lega così alla più ampia riflessione sul rapporto tra cittadini e istituzioni e sulla difficoltà, oggi, di ricostruire un senso condiviso della partecipazione.

Chi è Giuseppe Fioroni

Giuseppe Fioroni è nato a Viterbo nel 1958. Laureato in Medicina e chirurgia e specializzato in Medicina interna, ha svolto attività di ricerca e docenza all’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il suo percorso politico è iniziato a livello locale: nel 1989 è stato eletto sindaco di Viterbo, incarico mantenuto fino al 1995. Nel 1996 è stato eletto per la prima volta alla Camera dei deputati, dove è tornato nelle legislature successive. Nel 2006, durante il secondo governo Prodi, è diventato ministro della Pubblica istruzione, incarico ricoperto fino al 2008. Negli anni successivi ha continuato a occuparsi di politica e istituzioni, mantenendo un particolare legame con la tradizione del cattolicesimo democratico. È stato inoltre presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro.

I libri dedicati alla politica

La produzione di Fioroni comprende diversi volumi dedicati alla politica, alla storia italiana e alla tradizione del cattolicesimo democratico. Tra questi “La giustizia delle piccole cose”, pubblicato nel 2004, e “Della politica. Un vocabolario per ricominciare”, uscito nel 2008. Una parte importante della sua produzione più recente è dedicata ad Aldo Moro. Nel 2018 ha pubblicato con Giovanni Iannuzzi “Aldo Moro. Una lezione di democrazia” e, con Lucio D’Ubaldo, “Elogio dei liberi e forti. La responsabilità politica dei cattolici”. È inoltre autore, insieme a Maria Antonietta Calabrò, di “Moro. Il caso non è chiuso. La verità non detta”. Con “Ovunque è il centro”, il nuovo lavoro torna invece a una riflessione più ampia sull’impegno pubblico, mettendo in dialogo la formazione e l’esperienza politica dell’autore con le questioni che riguardano il presente.

La politica come forma di servizio

Il filo conclusivo del volume è l’idea che la politica debba tornare a essere una forma esigente di servizio. Il messaggio è rivolto soprattutto alle nuove generazioni e a chi continua a considerare il bene comune una responsabilità collettiva. La politica, nella prospettiva proposta dal libro, non dovrebbe essere qualcosa di cui “servirsi”, ma uno spazio nel quale mettersi a disposizione degli altri. È da qui che passa l’invito a ricostruire il legame democratico e a custodire quella che nel volume viene indicata come la “casa comune”.

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