Dalle piazze tattiche alla (in)sicurezza, Matteo Perego di Cremnago fa le prove da candidato sindaco del centrodestra e in tv spara a zero contro la giunta Sala. «La sinistra si è persa dietro al politicamente corretto, investe più sui centri di accoglienza che sul diritto al welfare di chi ha pagato le tasse per tutta la vita» ha affermato il sottosegretario alla Difesa due sere fa in un’intervista al Tg4. «Purtroppo», aggiunge, in città «si respira tutt’altra sensazione, quella di una giunta che pensa solo agli slogan e abbandona i cittadini. Le piazze tattiche? Sono troppo spesso colate di cemento, senza verde e senza scopo, se non quello di attrarre criminalità e degrado. Ciò che doveva essere un’opportunità per restituire spazi pubblici ai cittadini si è trasformato in una limitazione della loro libertà: chi vive in quelle zone non può più uscire di casa serenamente, convive ogni giorno con scene di degrado e violenza». E i milanesi «vivono quotidianamente violenza, criminalità e una percezione di insicurezza sempre più diffusa, che non risparmia nessuna fascia d’età». Valorizzare le aree verdi «è un tema di fiducia, a Milano invece si piantano alberi che muoiono perchè manca la manutenzione. Il verde è importante soprattutto di fronte agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico. Vanno coinvolti professionisti e privati. E «Milano è una città internazionale ma va colmato il divario tra centro e periferie che sono rimaste indietro». Il nome del sottosegretario di Forza Italia, proposto a Giorgia Meloni come papabile già mesi fa dal ministro FdI Guido Crosetto, piace alla premier e leader anche se avrebbe affidato la scelta a un’intesa tra Fi e Lega. E se c’è chi sostiene che la partita sia chiusa al 70/80% su Perego, resta quel 30% diviso tra il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi, sponsorizzato da Ignazio La Russa, e l’opzione del civico. La segretaria cittadina di Forza Italia Cristina Rossello ieri ha espresso pieno sostegno: «Perego è un buon profilo. La nostra squadra è motivatissima, pronta a correre per lui e con lui». Classe 1982, Perego ha anche un profilo manageriale, ha iniziato la carriera presso Giorgio Armani, ha riaperto il marchio di famiglia «Cappellificio Cambiaghi» fondato a Monza nel 1879. Deputato dal 2018 e sottosegretario dal 2022, è vicino alla famiglia Berlusconi. La Lega è cauta, il segretario provinciale Samuele Piscina non esprime giudizi ma frena «le fughe in avanti. I leader al tavolo sceglieranno, presto, il profilo migliore e conosciuto in città. Nella lista dei nomi di partito ricordo che c’è anche Sllvia Sardone, la più nota». Per Lupi «è giusto che la sintesi la facciano i leader, entro fine mese avremo i nomi nelle grandi città».

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