Il sindaco Beppe Sala ha «scommesso» che il centrodestra candiderà il sottosegretario alla Difesa Matteo Perego di Cremnago, proposto da Forza Italia agli alleati, e per ora i bookmakers lo danno in vantaggio. In crescita, anche se non si sbaglia neanche a dire che il vertice dei leader ieri a Roma - Giorgia Meloni per Fdi, Matteo Salvini per la Lega, Antonio Tajani per Forza Italia e Maurizio Lupi per Noi Moderati - si è chiuso ancora con una fumata nera e rimane lo stallo. Non era l’unico punto all’ordine del giorno ma sul tavolo è stato affrontato il tema del voto a Milano. Questa volta sembra che Meloni abbia espresso un sostanziale via libera del partito a favore di Perego (anche se il mantra di FdI è «siamo spettatori»). Esaminato anche il sondaggio sul tris dei nomi politici in campo, Fi ha indicato il sottosegretario, la Lega sostiene la vicesegretaria e consigliera comunale Silvia Sardone, regina di preferenze sotto la Madonnina e considerata un argine all’ipotetica di voti verso il candidato vannacciano Carmelo Burgio, e nei giorni scorsi Nm ha ufficializzato la candidatura di Lupi, anche se è stato addirittura il primo a finire nel toto nomi un paio di anni fa, sponsorizzato da Ignazio La Russa. Perego invece è stato proposto mesi fa non da Fi ma dal ministro FdI Guido Crosetto, vicino a Meloni. E il sondaggio direbbe che Perego rispetto ai due competitor interni sarebbe con un margine di crescita sostanziale. Lega e Noi Moderati contestano la scarsa popolarità a Milano, anche se da settimane l’azzurro è partito con la campagna e gira i quartieri, ieri il Municipio 7, tappa nella sede in via Anselmo da Baggio, dove ha ascoltato la gente, e ha visitato le associazioni al parco delle Cave (compresi gli arcieri). In mattinata ha stretto mani all’assemblea deicostruttori Ance al teatro Manzoni. Lupi e Salvini non mollano e il leader della Lega, anche in vista del congresso che si terrà a breve, nel risiko delle grandi città al voto ha fissato per ora la bandiera su Milano. «Si allungano i tempi» è la conclusione generale dei colonnelli, «di sicuro» sostengono tutti, la scelta non arriverà prima del voto di fiducia sulla legge elettorale in Senato previsto per il 5 ottobre.
