Il ministro Matteo Piantedosi quest’oggi ha presieduto il Comitato per la sicurezza alla prefettura di Milano per fare il punto sulla situazione del capoluogo lombardo. All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il questore di Milano Bruno Megale, il prefetto di Milano Claudio Sgaraglia, il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il capo della Polizia Vittorio Pisani, il comandante della Polizia locale Gianluca Mirabelli e il procuratore capo Marcello Viola. Al termine del Comitato, il ministro si è fermato a rilasciare alcune dichiarazioni, spiegando che con “l'aumento dei reati commessi da minori” il governo e' impegnato sia con “l'azione delle forze dell'ordine sia a 360 gradi per affrontare il tema del disagio giovanile”.
Se è vero che calano i reati, infatti, “cala anche l'età di coloro che li commettono. Quindi c'è sempre una maggiore incidenza di commissioni di reati di persone che hanno un'età minore rispetto al passato, quindi abbiamo fatto alcune valutazioni anche su quelli che sono l'incidenza della criminalita' straniera nel quadro cittadino”. Tra le specifiche preoccupazioni, anche dopo recenti casi di cronaca come l'aggressione mortale al 22enne presso la stazione di Milano Certosa, quella verso “i luoghi di transito” e per l'arrivo “della movida estiva” per i quali nel Comitato è stata fatta “una riflessione” rispetto “a una città che cambia come cambiano le sue esigenze e i problemi”. Per il delitto in stazione, il ministro ha parlato di “situazione molto grave”, confidando “che a breve vengano assicurati alla giustizia gli autori, perché so che c’è un lavoro importante coordinato dalla procura su questo e quindi è legittimamente auspicabile che il caso verrà portato a soluzione”.
Proprio per far fronte ai nuovi problemi, il ministro ha spiegato di aver invitato i responsabili della sicurezza di Milano “a riconsiderare anche alcune possibilità di incrementare alcune formule di presidio del territorio che possano prevedere anche un'intensificazione di interventi straordinari, di pattugliamenti straordinari, ai quali ci predisponiamo anche con contributo di risorse che potremo mandare periodicamente da fuori Milano”. E, in tal senso, il ministro ha anche affrontato il tema del taser, che il governo “ha introdotto e sostenuto” ma, ha ribadito, “sarà l'autonomia dell'organo consiliare a decidere”. Ovviamente, alla luce dei recenti avvenimenti, il ministro ha effettuato un passaggio anche sul terrorismo e sulla radicalizzazione giovanile, fenomeno che “deve essere molto preoccupante ovviamente, rispetto al quale bisogna mantenere alta l'attenzione, ma rispetto al quale è bene evidenziare che c'è una capacità” ampia di intervento da parte delle forze dell’ordine.
“Questi fenomeni sono insidiosissimi perché è molto difficile individuare persone che anche da sole, come lupi solitari, in qualche modo si radicalizzano, avendo un rapporto esclusivo e diretto sul web, che è difficilmente percepibile”, ha proseguito, ricordando anche che “le nostre forze di polizia, che sono tra le migliori nel mondo, manifestano una grande capacità di individuare questi casi. C'è una capacità di penetrazione anche sul dark web e di individuare le persone che si stanno radicalizzando, soprattutto tra i giovani”.