Pisanu guida la fronda per costruire la nuova "casa dei moderati"

Una trentina di parlamentari del Pdl sarebbero pronti a seguire l'ex ministro dell'Interno nella creazione di un nuovo soggetto politico. Leggi il documento

Pisanu guida la fronda per costruire la nuova "casa dei moderati"

Se da un lato c'è Casini che azzera i vertici dell'Udc e lancia il Partito della Nazione, dall'altro c'è Beppe Pisanu che guida la fronda del Pdl per creare una nuova forza centristia. In vista delle prossime elezioni, alcuni esponenti politici cercano di rinnovarsi, di dar vita a nuove correnti, movimenti o partiti capaci di accaparrarsi le simpatie e i voti degli elettori indecisi e delusi.

Così pare stia facendo l'ex ministro dell'Interno, Beppe Pisanu, che, nell'ultimo incontro al Senato tra alcuni big del partito (tra cuii Ignazio La Russa), non ha lesinato interventi critici sulla legge elettorale e sul superamento dell’attuale fase politica.

E oggi, insieme con una trentina di senatori, ha di fatto presentato un documento programmatico per chiedere di andare oltre il Pdl e di avviare la costruzione di una nuova formazione moderata che possa "ricalcare" l’esperimento della "strana maggioranza" che sostiene attualmente Mario Monti.

Il presupposto è quello di evitare il "rischio Grecia". Silvio Berlusconi proprio per il delicato momento politico - riflettono dal Pdl - non vede altra strada oltre all’esecutivo Monti. Ma le cose potrebbero cambiare dopo le amministrative. "Dopo si comincerà a ballare" e Berlusconi potrebbe anche tornare all’attacco sulla questione delle frequenze. Tuttavia il timore maggiore è che l’esecutivo possa avviare una nuova stretta fiscale e, per esempio, anticipare a luglio l’aumento dell’Iva o che comunque possano esserci altre "novità negative" per il portafoglio degli italiani. 

Insomma, l'idea di Pisanu e dei trenta senatori sarebbe quella di creare una nuova casa dei liberaldemocratici che sostenga Monti e che annoveri tra i suoi interlocutori privilegiati tutti coloro che fanno capo all'area centrista, a partire dal Terzo Polo di Fini, Casini e Rutelli.

L’obiettivo dei "malpancisti" non sarebbe, almeno per il momento, quello di fuoriuscire dal Pdl per dare vita a un nuovo partito. I firmatari sottolineano però l’importanza di questo documento definendolo di "grande respiro politico, un colpo di reni per uscire da una situazione di tensione interna, in modo da tendere verso una prospettiva più ampia che comporti un’alleanza moderata con Udc e Terzo Polo".

Il documento "è uno stimolo al Pdl. Quando uscirà fuori dovrà per forza essere oggetto di riflessione per i vertici del partito". L’ex ministro dell’Interno, a quanto si apprende, ieri avrebbe anticipato i contenuti del testo a Silvio Berlusconi programmando un incontro con il Cavaliere la prossima settimana.

"Guardando e ascoltando al di là del Pdl, noi avvertiamo che molti liberaldemocratici, oggi diversamente collocati nelle istituzioni e nella società civile, sono disposti ad unire le loro forze e ad avanzare, tutti insieme, una nuova proposta politica", è questa la premessa politica del documento di Pisanu, primo firmatario insieme a Lamberto Dini e sottoscritto da altri 27 senatori: Paolo Amato, Gabriele Boscetto, Valerio Carrara, Ombretta Colli, Diana De Feo, Ulisse Di Giacomo, Claudio Fazzone, Alberto Filippi, Giuseppe Firrarello, Antonio Gentile, Cosimo Latronico, Raffaele Lauro, Simonetta Licastro Scardino, Salvatore Mazzaracchio, Giuseppe Menardi, Massimo Palmizio, Andrea Pastore, Gilberto Pichetto Frattin, Maurizio Saia, Fedele Sanciu, Giacomo Santini, Giuseppe Ferruccio Saro, Ada Spadoni Urbani, Vincenzo Speziali Paolo Tancredi, Guido Viceconte, Walter Zanetta.

Nel documento si parla di un superamento dell'esperienza nata dal "predellino" e viene spiegato come il Pdl "può essere il motore principale di un tale processo, ma non può pretendere di guidarlo da solo" perché "da solo il Pdl non andrebbe lontano, anzi rischierebbe di arretrare ulteriormente". L'idea dunque è quella di "un nuovo movimento liberaldemocratico, laico e cattolico, nazionale ed europeista, egualmente contrario ad ogni forma di estremismo".

E il presidente della Camera, Gianfranco Fini non ha atteso molto per commentare il documento della fronda del Pdl. "Merita attenzione perché pone con lucidità questioni reali e auspica una possibile evoluzione positiva del sistema politico. Vedremo come sarà accolto dal Pdl cui appartengono tutti i senatori firmatari", ha dichiarato il leader di Fli.

Per PierFerdinando Casini, "il documento del presidente Pisanu e di altri senatori del Popolo della Libertà è un utile contributo alla riflessione che i partiti debbono fare sul futuro dell’Italia e sul destino del mondo moderato e liberal democratico. È un percorso aperto, da costruire rafforzando in primo luogo la stabilita del governo e le istituzioni del nostro Paese".

"Se l’iniziativa di Pisanu è una proposta per creare una costituente popolare, allora siamo nella linea di Alfano e, quindi, anche nella mia. Se invece si tratta di fare un’altra cosa, allora vorrei saperne di più", ha invece commentato Franco Frattini, a margine di un convegno promosso dalla Fondazione Magna Carta.

"Unire i moderati che sono anche oggi la maggioranza degli italiani è l’obiettivo primario del Pdl, nato per questo e in campo per questo. È l’impegno che caratterizza l’azione di Berlusconi ed è la priorità di Alfano indicata fin dalla sua elezione a segretario del Pdl. Tutti i contributi di idee nel Pdl e da ogni provenienza che vanno in questa direzione sono utili e positivi", ha affermato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri.

Anche Francesco Rutelli ha espresso la sua opinione sul nuovo progetto di Pisanu. "Sappiamo che dopo la crisi dell'antagonismo bipolare sta affermandosi un antagonismo antipolitico che sarebbe ancora peggiore, in un momento storico in cui occorre, invece, la convergenza tra tutte le migliori forze della democrazia italiana, moderate e riformatrici, e in questo senso è importante anche l'iniziativa del senatore Pisanu", ha dichiarato il leader dell'Api, aggiungendo poi che "condividiamo in pieno la strategia: rafforzare il Governo e il suo sprint riformatore, mentre altri vorrebbero insabbiarlo. Questo non significa arruolare oggi dei Ministri ad una parte politica. Si tratta di preparare la nuova aggregazione che amplierà il Terzo Polo che sarà un soggetto politico aperto a nuove personalità, non solo agli scontenti degli altri due Poli e, tanto meno una riedizione del vecchio centro-destra o la stampella moderata a una ipotetica maggioranza di sinistra".

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