La procura di Firenze apre un fascicolo sulla casa in cui ha vissuto Renzi

La procura vuol fare chiarezza sulla casa di Firenze il cui affitto è stato pagato dall'imprenditore e braccio destro del premier Carrai. Il premier racconta la sua versione

La procura di Firenze apre un fascicolo sulla casa in cui ha vissuto Renzi

Si continua a discutere dell'appartamento in cui ha vissuto Matteo Renzi, a Firenze, dal 14 marzo 2011 al 22 gennaio 2014, il cui affitto è stato pagato dall’imprenditore Marco Carrai. La procura del capoluogo toscano ha aperto un fascicolo. Ma da quanto si apprende al momento non ci sono indagati né ipotesi di reato. Come sottolinea il Corriere il fascicolo è stato aperto in seguito a un esposto. Lo scopo della procura è fare chiarezza sui rapporti fra l’ex sindaco e l’imprenditore. Carrai infatti da anni è amico del presidente del Consiglio, suo consigliere, presidente di Aeroporto di Firenze (in cui il Comune ha una quota), ha guidato Firenze Parcheggi (partecipata dal Comune) ed è socio di C&T Crossmedia, la società che si è aggiudicata dal Comune l’organizzazione di un servizio per il noleggio di tablet da usare come guida per i visitatori di Palazzo Vecchio.

In questi giorni, un’altra polemica ha riguardato Carrai. L’opposizione, infatti, ha portato in consiglio comunale la vicenda della mostra in Palazzo Vecchio su Pollock e Michelangelo: uno dei curatori è Francesca Campana Comparini, che a settembre sposerà Carrai.

La vicenda della casa in Parlamento

Dopo le polemiche sui giornali e l'interessamento della procura la vicenda si sposta in parlamento. Il capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, Vincenzo Maurizio Santangelo, nel corso della riunione dei capigruppo attualmente in corso ha detto che il suo partito "chiede l’immediata discussione della mozione per chiedere le dimissioni del sottosegretario indagato Barracciu. Al tempo stesso chiede di calendarizzare al più presto una seduta question time dove, il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dovrà spiegare i suoi rapporti con l’imprenditore Carrai e soprattutto, spiegare agli italiani che titolo godeva del suo appartamento vicino a Palazzo Vecchio".

Poco dopo Santangelo attacca tutti gli altri partiti, Pd e Forza Italia in primis, accusati di aver detto "no" alle richieste del M5S. "Renzi e il suo governo non vogliono la trasparenza. Il Movimento 5 Stelle ha proposto in conferenza dei capigruppo e successivamente in aula, la immediata calendarizzazione di un question time, dove il presidente del Consiglio Renzi era chiamato a spiegare i suoi rapporti con l’imprenditore Carrai ed a che titolo godeva del suo appartamento vicino a Palazzo Vecchio. Al tempo stesso, è stata proposta la calendarizzazione di tutte le mozioni per rimuovere i ministri e sottosegretari del governo Renzi indagati per vari reati. Vista l’urgenza degli argomenti, per poter rispettare questo calendario dei lavori proponevamo di svolgere le sedute anche nelle giornate di venerdi e sabato. Tutti i partiti hanno detto no alle richieste del Movimento 5 Stelle. Sono senza vergogna. Per Pd, Forza Italia e compagnia la trasparenza può attendere".

La versione di Renzi

In serata una nota dell'ufficio stampa del premier ha provato a fare chiarezza non solo sulla questione della casa. "Nelle ultime ore il quotidiano Libero ha sollevato più polemiche su alcune vicende personali di Matteo Renzi e della sua famiglia. È forse utile al riguardo sottolineare alcuni punti", recita la nota dell’ufficio stampa del presidente del Consiglio. "In questi anni Renzi ha vissuto a Pontassieve, come ben sanno tutti i giornalisti fiorentini che lo hanno seguito a lungo. La casa di via Alfani è stata per alcuni anni la casa di Marco Carrai, pagata dallo stesso Carrai. Non era, dunque, la casa di Renzi pagata da altri, ma la casa di Carrai pagata da Carrai. Renzi ha usufruito in alcune circostanze dell’ospitalità di Carrai, il cui contratto di affitto dell’appartamento è stato già reso pubblico". Inoltre Renzi ha affittato per circa un anno un appartamento a Firenze, nel 2009, in via Malenchini. Ovviamente a sue spese". "La signora Agnese Landini Renzi non è mai stata a Roma con quattro auto blu al seguito, come denunciato dal senatore leghista Candiani sul quotidiano Libero. Si tratta, semplicemente, di una notizia destituita di ogni fondamento".

Infine "rispetto alla assunzione di Renzi nella società Chil, avvenuta l’anno precedente a quello della sua elezione a presidente della provincia di Firenze, per l’ennesima volta va ricordato che l’assunzione fu la conseguenza di un cambio al vertice della azienda che produsse l’esito di un diverso inquadramento contrattuale. All’interno peraltro di una azienda in cui Renzi lavorava già da 9 anni. Nessuna assunzione fittizia last minute, dunque, ma un diverso inquadramento dopo nove anni di attività nell’azienda".

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