Quagliariello avvisa i lealisti: "Possibile altra maggioranza". Bondi ad Alfano: "Si dissoci"

Il ministro ipotizza un'altra maggioranza: "Se il governo cade, non si va sicuri al voto". Bondi mette alle strette Alfano: "Prenda le distanze"

Quagliariello avvisa i lealisti: "Possibile altra maggioranza". Bondi ad Alfano: "Si dissoci"

Il ministro delle Riforme costituzionali Gaetano Quagliariello lancia un avvertimento netto ai lealisti. "Se il governo cade, non si va sicuri al voto - ha spiegato la colomba del Pdl - a questa strana maggioranza che abbiamo potrebbe subentrare, sia pure per poco tempo, una maggioranza stranissima". Una presa di posizione che, all'indomani del blitz della sinistra in Giunta per il regolamento, denota quanto il braccio di ferro in atto sia duro. Tanto che il coordinatore del Pdl Sandro Bondi ha invitato il vicepremier Angelino Alfano a prendere le distanze dalle dichiarazioni di Quagliariello.

Quagliariello sceglie il Corriere della Sera per delineare i possibili scenari che adesso attendono il governo Letta. Il golpe di cui il pd si è macchiato non è solo contro Silvio Berlusconi, ma più in generale contro la democrazia italiana. Una macchia indelebile che, a detta dei lealisti, avrà le sue conseguenze. La poltrona del premier Enrico Letta scricchiola e Quagliariello si è affrettato a mettere in guardia quello che lui stesso definisce il "partito trasversale delle elezioni anticipate". A chi spinge per andare alle elezioni al più presto, e soprattutto ai "colleghi del Pdl che premono perché venga giù tutto", il ministro ha voluto "suggerire" di "valutare bene ciò che è accaduto a Palazzo Madama". Qui si sono, infatti, determinati due schieramenti. Da una parte: Pd, M5S, Sel e Monti; dall’altra Pdl, Lega, Udc e un pezzo di Scelta civica. Nell'intervista al Corriere della Sera Quagliariello ha spiegato che "il governo è su un ramo" che molti, non solo nel Pdl ma anche nel Pd, "cercano di segare". Ma, è il ragionamento del titolare delle Riforme costituzionali, "elezioni anticipate in questo momento possono convenire solo a Grillo e a Renzi ma non certamente al centrodestra". Che si troverebbe, ha quindi concluso, senza leader e che quindi "nei prossimi dodici mesi deve innanzitutto lavorare sodo per il Paese: poi dovremmo affidarci allo strumento delle primarie".

Bondi ha chiesto ad Alfano e al presidente dei senatori Pdl Renato Schifani di dissociarsi pubblicamente dalla posizione assunta da Quagliariello. "Sono assolutamente certo che i miei amici Alfano e Schifani non possano in nessun modo condividere il tenore e i contenuti delle posizioni del ministro Quagliariello, espresse anche oggi con singolare disinvoltura sulle colonne del Corriere della Sera", ha affermato il coordinatore uscente del Pdl.

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