Quei neo senatori a vita con la vita fuori dall'Italia

Abbado e Piano trascorrono gran parte dell'anno all'estero dove lavorano e portano ricchezza. Il Web si scatena: "Ora lascino l'Engadina e Parigi, si trasferiscano qui"

Quei neo senatori a vita con la vita fuori dall'Italia

Senatori. Ma poco italiani. A vita. Ma con la vita spesa fuori dall'Italia. E la scelta, a quanto emergerebbe in un caso, persino di prendere la residenza in un Paese che l'Italia non è. Questa la fotografia, a distanza ravvicinata, di Claudio Abbado e di Renzo Piano, due dei quattro nuovi senatori a vita, nominati dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La polemica infuria e, sostenuta da blog, post e tweet, che s'intrecciano sui vari social network, ecco che è subito cominciato il «processo» ai due illustri «concittadini» colpevoli di andare così a guadagnare (pur non avendone particolarmente bisogno, in verità) grazie a questa mossa del capo dello Stato, un appannaggio di 300mila euro che andrà a sommarsi ai loro già lauti guadagni. Perché abbiamo preferito mettere la parola concittadini tra virgolette? Ma perché sia Abbado sia Piano sono cittadini del mondo, trascorrono da sempre gran parte del loro tempo all'estero. All'estero hanno ottenuto in tutti questi anni prestigiosi incarichi di lavoro, successi, soddisfazioni, e altri, intendiamoci, meritatissimi, riconoscimenti. All'estero hanno diretto orchestre, acquistato le loro ville e i loro appartamenti. E all'estero, a Parigi, come a New York hanno aperto, è il caso di Piano, i loro prestigiosi studi di architettura. E ancora, rimanendo alle voci che riguardano Abbado, all'estero, a cominciare dal Principato di Monaco per trasmigrare poi a quanto sembra in Engadina, in Svizzera, hanno deciso di stabilire la loro residenza. Probabilmente, ma è solo un lecito sospetto, per ragioni fiscali. Ragioni che seguono, con uno strascico un po' imbarazzante quella vicenda della dichiarazione dei redditi del 2005, rilevati dall'allora ministro Visco, che portarono in superficie per Claudio Abbado un introito di appena 17.237 euro lordi e tasse pagate per 3.965 euro.

A dare il la alle polemiche al riguardo, è stato un tweet di Renato Farina, ex deputato Pdl, che ha deciso di accogliere a modo suo la nomina a senatore a vita del celebre direttore d'orchestra con le seguenti parole: «Speriamo che Abbado trasferisca la sua residenza fiscale in Italia dalla Svizzera, Engadina. E quella mentale da Cuba». Dopodiché tanti frequentatori internettiani si sono accodati. Fino agli interventi non proprio teneri di alcuni esponenti politici come Elvira Savino deputata pidiellina che così ha ieri ha chiosato: «Non v'è dubbio che le qualità artistiche siano un presupposto importante per la nomina dei senatori a vita, ma la qualifica più alta dovrebbe essere quella del riconoscimento nei valori della democrazia e della libertà, cosa che nel caso del maestro Abbado risultano poco evidenti nel momento in cui lo stesso Abbado ha sempre riservato parole di lode per il regime castrista di Cuba. Forse per Abbado la nomina più opportuna sarebbe stata sì quella di Senatore a vita, a l'Avana però». Resta il fatto che nelle sue ampie e lunghe frequentazioni all'estero Abbado ha inanellato trionfi al Royal Opera House di Londra e al Metropolitan Opera House di New York (Don Carlos). Impegni e contratti di lavoro dal 1986 al 2000 lo hanno sistematicamente tenuto lontano dall'Italia e «costretto» a vivere a Vienna prendendo anche la direzione dei Berliner Philharmoniker, lasciati dopo un tour in Giappone nel 2000 sconsigliato a causa di una seria malattia che gli era stata diagnosticata.

In tempi più recenti ha assunto l'incarico di direttore artistico della Lucerne Festival Orchestra, dal 2003 (fino ad oggi, quindi meglio cercar casa da quelle parti) e, dall'anno seguente, direttore musicale e artistico dell'Orchestra Mozart di Bologna, città cui resta legato. E Renzo Piano? L'archistar nato a Pegli con studi a Genova, Parigi e New York è finito spesso e meritatamente sulle prima pagine dei giornali per le opere del suo ingegno ma è anche vero che già nel 2010 il «Renzo Piano Building Workshop» era risultato il primo studio di architettura per fatturato sia in Francia, con 45 milioni e 785mila euro, sia in Italia, con 11 milioni e 294mila euro dichiarati. Grandi amici e uniti dalla stessa passione per il verde (Renzo Piano è intervenuto anche con opere di restyling nella villa in Sardegna del direttore d'orchestra) i due nuovi senatori a vita (italiani) si possono quindi, a buon diritto, immaginare mentalmente molto lontani dalle vicende italiane e dagli affanni del nostro Paese.