Beppe Sala è tornato a parlare della sicurezza di Milano dopo il gravissimo episodio di sabato, quando un uomo di origine straniera ha accoltellato senza motivo un 55enne che si trovava in un bar di zona San Siro con il padre. E, per di più, ha dichiarato agli agenti che quando uscirà dal carcere lo rifarà perché si è divertito. Beppe Sala oggi fa scaricabarile sulla sicurezza di Milano per il caso specifico, sostenendo che “nella testa della gente la colpa è del sindaco ma questo (l'aggressore che è stato arrestato, ndr) è di Conegliano, è arrivato a Milano e ha accoltellato uno, ed è colpa del sindaco. Certo, la sicurezza in città è un tema importante che non si può ignorare”.
Il discorso del sindaco uscente di Milano, può avere un senso ma questo episodio non può essere decontestualizzato. I cittadini sono arrivati all'esasperazione dopo anni e anni in cui dall’amministrazione di Palazzo Marino si sono sentiti dire che l’insicurezza a Milano è solo una percezione e che l’immigrazione è un valore per la città. E intanto le metropolitane si sono riempite di sbandati, così come le strade della città a partire dalla periferia per arrivare fino al centro. È stato un crescendo in questi anni di amministrazione di sinistra a Palazzo Marino, tanto che anche nelle roccaforti radical chic dei Bastioni e del Municipio 1 inizia a serpeggiare un certo disappunto contro Sala e la sua ideologia. Perché finché il degrado resta confinato nelle fasce periferiche ci si può voltare dall’altra parte, ma quando arriva nel cortile di casa allora inizia a dare fastidio.
Oggi Sala dice che non è colpa sua l’accoltellamento di San Siro, però è successo nella sua città ed è l’ennesimo caso di questo tipo. Solo poche ore prima, in un’altra zona della città, i residenti hanno ripreso una gang di stranieri che si picchiava ferocemente in strada con mazze e bastoni. E l’elenco potrebbe continuare all’infinito andando a ritroso nel tempo negli ultimi 13 anni. Certo, oggi il sindaco dice che “ci deve essere la certezza della pena, e lo dico da uomo di sinistra, e se non ci sono carceri bisogna costruirle, inoltre non si può non immaginare un recupero in una società che si è fatta complessa”, ma il mandato è in scadenza e non verrà rinnovato. Liquidare la questione sicurezza come una serie di sfortunati eventi isolati o come un problema di competenze altrui non basta più a rassicurare una città ferita e stanca. Per anni Palazzo Marino ha preferito inseguire narrazioni ideologiche e salottiere: la realtà di una Milano insicura e fuori controllo ha definitivamente superato la propaganda della percezione.
Lasciare in eredità una città in queste condizioni, provando a invertire la rotta all'ultimo minuto, è il sigillo finale su una gestione che non ha avuto il contatto con il territorio e con le esigenze primarie dei suoi cittadini.