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Sala: "C'è chi non crede nella patria"

Il sindaco sferza anche la sinistra: "Festa sottovalutata". Fontana: "Federalismo"

Sala: "C'è chi non crede nella patria"
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C'è poca retorica nel modo in cui quest'anno è arrivato il 2 giugno, la Festa della Repubblica che fa memoria del referendum di ottant'anni fa, quando gli italiani scelsero la Repubblica. Sia a sinistra che nel centrodestra, l'impressione è che nulla oggi sia dato per scontato, forse anche per la temperie internazionale che proietta ogni giorno le sue ombre sul Paese. E così ecco il sindaco, Giuseppe Sala, e il presidente della Regione, Attilio Fontana, sottolineare il bisogno di guardare in un modo nuovo al 2 giugno. Ciascuno a suo modo.

«Il 2 Giugno è importante anche se penso che a volte gli Italiani non gli diano il peso sufficiente, non la sentono come forse dovrebbero, tra nostalgici dei tempi che furono e chi magari fa fatica a accettare l'idea di patria, di Tricolore» osserva Sala in piazza Duomo, a margine dei festeggiamenti. Non una semplice celebrazione, insomma, ma un approccio problematico per non dire un po' preoccupato. No ai nostalgici, ma no anche a coloro che non credono nella parola «patria». Continua Sala: «È una festa che meriterebbe di più, come è stato ricordato oggi dalle parole del Presidente Sergio Mattarella, è fondamentale e ha dato il voto alle donne. Ora la nostra Repubblica è passata attraverso tanti momenti difficili, ma il referendum ha avuto un senso fondamentale: consegnare la difesa della democrazia ai cittadini, è per questo che tutti dobbiamo sentire il 2 Giugno».

Una nota di cauto allarme anche nelle parole del presidente della Regione, Attilio Fontana. «C'è bisogno di rigenerare il rapporto tra cittadini e istituzioni, per far crescere la partecipazione attiva al voto, alla vita pubblica e alle scelte che riguardano i territori». Il primo pensiero è a quella che è una priorità della Lega, almeno per il Nord: «Per chi, come me, crede nelle autonomie e nel federalismo, la risposta è chiara: avvicinare le istituzioni alle persone, valorizzare le peculiarità e le eccellenze di ogni territorio, portare le decisioni li dove le comunità le richiedono, è la strada più concreta per un'Italia più moderna, più innovativa e più giusta». Secondo il governatore, infatti, la «scelta di partecipazione e di modernità» compiuta dagli Italiani ottanta anni fa «oggi va rinnovata per rafforzare il legame tra cittadini e istituzioni. Oggi come allora, siamo chiamati a proporre idee e mettere in campo iniziative per continuare a rendere il Paese vivo, giusto e proiettato al futuro».

Alla cerimonia dell'Alzabandiera per la Festa della Repubblica in piazza del Duomo, accanto al sindaco, tra le autorità civili e militari, erano presenti il prefetto Claudio Sgaraglia e il generale Silvano Frigerio, comandante del Comando Squadra Aerea e della

Prima Regione Aerea dell'Aeronautica Militare. L'Alzabandiera è stato accompagnato dalle note dell'Inno di Mameli, eseguito dalla Fanfara. Come segno di festa, Palazzo Marino è rimasto aperto per le visite dei cittadini.

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