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Politica

Salari sotto la media Ocse "Il precario di oggi sarà il povero di domani"

Secondo un rapporto dell'Ocse, l'Italia è il secondo paese col tasso di contributi previdenziali più alto

Deve un centesimo all'Inps per un debito del 1993: escluso dagli appalti

"Chi entra oggi nel mercato del lavoro dovrà aspettarsi una pensione più bassa rispetto agli standard attuali, con un autentico rischio povertà per i precari". L'allarme proviene dall'Ocse che ha redatto il rapporto "Pensions at a Glance". Secondo l’organizzazione di Parigi, "lavorare più a lungo potrebbe aiutare a compensare parte delle riduzioni, ma, in generale, ogni anno di contributi produce benefici inferiori rispetto al periodo precedente tali riforme, sebbene la maggior parte dei paesi abbia protetto dai tagli i redditi più bassi".

In Italia, "l’adeguatezza dei redditi pensionistici potrà essere un problema per le generazioni future, e i lavoratori con carriere intermittenti, lavori precari e mal retribuiti sono più vulnerabili al rischio di povertà durante la vecchiaia". Una sentenza negativa quella emessa dall'Ocse che poi tratta anche del nostro sistema pensionistico e afferma: "Nonostante l’aumento dell’età pensionabile sancito dalla riforma di fine 2011, l’età effettiva alla quale uomini e donne lasciano il lavoro è ancora relativamente bassa in Italia: 61,1 anni per gli uomini e 60,5 per le donne. L’Italia ha il tasso di contributi previdenziali più alti nell’area Ocse, dopo l’Ungheria. Il tasso italiano nel 2012 era infatti pari al 33% del reddito lordo, in aumento dal 28,3% del 1994, contro una media Ocse del 19,6%". Per quanto riguarda i salari, il nostro paese si colloca al di sotto della media Ocse. Infatti, in media in Italia nel 2012 un lavoratore ha percepito 28.900 euro, pari a 38.100 dolari, al di sotto dei 42.700 dollari medi dell'Ocse.

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