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Salvini: "Troppi giovani morti, faremo una riunione sulla sicurezza stradale"

"Sono ancora troppi i ragazzi che non tornano a casa, vorrei trovare il modo di raggiungerli tutti e di incontrarli, a scuola, a casa": le parole del ministro dei Trasporti

Salvini: "Troppi giovani morti, faremo una riunione sulla sicurezza stradale"
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“Ho sentito il collega Piantedosi stamattina, voglio fare una riunione già questa settimana sul tema sicurezza stradale”. A dirlo è stato il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, interpellato a un gazebo della Lega a Milano sugli incidenti avvenuti a Senago, a Forte dei Marmi e in Liguria.

Secondo Salvini, “è vero che, grazie al nuovo codice, l'anno scorso ci sono stati più di cento morti in meno, però - ha aggiunto - sono ancora troppi ragazzi che non tornano a casa e quindi vorrei trovare il modo di raggiungerli tutti e di incontrarli, a scuola, a casa". Il vicepremier non ha dubbi: "È chiaro che non è una questione di codice della strada, io vedo ancora ad esempio in giro per Milano troppi monopattini in due, contromano, e senza casco ovunque. Quindi - ha aggiunto Salvini - mi piacerebbe che i sindaci e le Polizie locali dessero un occhio perché si muore anche in monopattino e si muore in bicicletta". Salvini ha, quindi, aggiunto: "Non bastano le regole. Vorrei andare a casa di questi ragazzi e cercherò di trovare il modo di fare un giro dei licei e dei neopatentati perché è chiaro che uno a 17-18 anni si sente immortale però morire stanotte in un canale, in nove su un'Audi con chi guidava sotto l'effetto di alcol, mi fa impazzire”. E, infine, una promessa: “Non mi arrendo: questi tre ragazzi per me sono una sconfitta e un dramma”, ha concluso il vicepremier.

Queste dichiarazioni si aggiungono al post che Salvini aveva scritto su X: "Tre giovani vite spezzate, sei ragazzi feriti. In nove a bordo della stessa auto finita in un canale, l’autista ubriaco. Inaccettabile. Noi possiamo approvare tutte le leggi possibili per aumentare la sicurezza stradale (e i dati del nuovo Codice della Strada sono incoraggianti, con oltre 100 morti in meno rispetto all’anno precedente!), ma ancora non basta”.

E ancora: “La prima causa di morte per i giovani continuano a essere gli incidenti in strada, non la malattia o la droga". Il post, poi, si chiudeva con il desiderio di incontrare i neopatentati nelle scuole e con “una preghiera e un pensiero per le famiglie e per gli amici delle vittime di queste tragiche ore".

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