La Lega è più viva che mai. A Rivisondoli, Abruzzo, tra i colli imbiancati dalla neve, ci sono tutti. Ministri, sottosegretari, parlamentari, sindaci. Militanti. Tutti per confrontarsi sulle sfide attuali, ma anche (e soprattutto) sul futuro. Dalle 09.30 del mattino gli ospiti si sono susseguiti, senza fine. Senza pause. Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, prima di lui l’ex presidente del Vento Luca Zaia che rimpiange di non essere riuscito a vedere l’autonomia tanto cara alla Lega. “Per me tra le cose incompiute c'è l'Autonomia che nasce con me in Veneto nel 2014 e poi il referendum del 2017. Io spero che prima o poi si realizzi” ha detto il “Doge” Zaia, per usare le parole di Claudio Durigon che lo ha intervistato.
Nord, ma anche sud. È da lì che la Lega di Matteo Salvini (che chiuderà domani la tre giorni) vuole ripartire. Un sud protagonista. Più volte è stato ricordato dal palco. A tenere le fila il sottosegretario e vicesegretario federale della Lega Claudio Durigon. Impegnatissimo. “Sta andando molto bene, c’è tanta gente e abbiamo superato ogni pronostico” ci dice mentre corre ad accogliere gli ospiti. Panel su agricoltura da tutelare contro Mercosur, con la voce di chi si impegna in prima linea. Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera, proprio in merito ha detto rassicurando: “Sulla questione del Mercosur, è giusto che noi rivendichiamo il nostro voto perché prosegue una battaglia di 20 anni. Quando ci dicono: “dovete far cadere il governo con il Mercosur”, non credo che sia quello che vogliono i nostri elettori. Quello che possiamo provare è provare a dare garanzie maggiori per i nostri agricoltori, nelle more della ratifica". Anche la famiglia è al centro del dibattito con l’intervento del ministro Alessandra Locatelli.
Spazio ovviamente alla giustizia, il referendum è alle porte. Sul palco non poteva mancare lei, Simonetta Matone. “Noi questo referendum lo vinceremo e saremo ancora più forti. I giochi sono finiti” ha detto. Spazio anche per la Zes e le infrastrutture. Indispensabili per il rilancio del Paese.
I temi sono davvero tanti, come i partecipanti. Tra i moderatori molti deputati. Qui ci tengono a sottolinearlo: “non stiamo parlando di una nuova Lega, di un manifesto. Siamo sempre noi, i leghisti. Fedeli al capitano e alla sua linea, chi non la segue sta fuori.”