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Sant’Anna di Stazzema, il ricordo di Mattarella: “Qui si trovano le radici della Repubblica”

Il capo dello Stato ha commemorato l’anniversario di una delle pagine più nere dell’Italia. Tajani: “Qui monito per il futuro, germe odio e guerra sempre in agguato”

(S-D) Il presidente della Toscana Eugenio Giani, il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, il presidente del M5S Giuseppe Conte 82 Anniversario durante la commemorazione dell'82/mo anniversario dell'eccidio nazista a Sant�Anna di Stazzema, 12 agosto 2026. ANSA/RICCARDO DALLE LUCHE

In occasione dell’anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto lasciare un messaggio per non dimenticare una delle pagine più tristi del nostro Paese, in modo tale che anche questi episodi guidino il futuro per non cadere negli stessi errori. “La Repubblica avverte il dovere di ricordare gli innocenti - donne, anziani, bambini - uccisi senza alcuna pietà a Sant’Anna e nelle frazioni di Stazzema, oltraggiando e bruciando i loro corpi, calpestando ogni sentimento di umanità. In questo sacrario civile, come in altri luoghi di dolore, si trovano le radici della Repubblica”, scrive il capo dello Stato nella lunga missiva, ricordando che “la mattina del 12 agosto 1944, i reparti delle SS, con la complicità dei fascisti, diedero inizio alla strage. Un simbolo dell’abisso in cui le guerre possono precipitare, cancellando la dignità dell’uomo, facendo prevalere l’orrore dell’annientamento. La comunità di Stazzema, dopo il dolore, è stata capace di ritrovare fiducia, con l’Italia e l’Europa che hanno riscattato con la pace, la libertà, la democrazia, con i diritti eguali e universali, con la progressiva integrazione, quanto di più terribile la storia aveva prodotto”.

Le guerre, è il monito di Mattarella, “sono tornate a gettare la loro ombra sui nostri giorni, ora le volontà di potenza e i propositi di dominio si riaffacciano, manifestandosi in forme anche inedite. Sono più che mai preziose le testimonianze e le coscienze capaci di trasmettere esperienze e valori. Sono capaci di respingere violenza, odio, disprezzo per il rispetto del pluralismo, dell’identità delle persone” e fare memoria, “oltre che atto di responsabilità, è atto di liberazione che si rinnova. La vittoria sul nazifascismo aprì la strada della rinascita. Ciascuna generazione deve sapere che a ognuna appartiene il rafforzamento e la difesa delle conquiste civili, che non sono acquisite una volta per tutte. I loro presupposti etici, le ragioni di impegno, vanno rinnovati e rinsaldati”.

Alla commemorazione era presente, in rappresentanza del governo, anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.

Il ministro Tajani per la commemorazione dell’82° anniversario della strage di Sant’Anna di Stazzema (Redazione web)

“Questa tragedia deve insegnarci qualcosa di importante. Non è soltanto commemorare una strage compiuta dai nazisti con la complicità dei fascisti italiani, ma deve essere un monito anche per il futuro perché il sacrificio di queste persone, compresi i bambini e i neonati, non può essere vano”, ha detto il vicepemier. “Il governo vuole continuare a lavorare perché la pace possa essere sempre fonte d’ispirazione di ogni attività politica. L’Europa ci ha regalato 80 anni di pace, ma nulla è scontato perché purtroppo il germe della violenza il germe delle dittature, delle guerre, è sempre in agguato”, ha aggiunto Tajani, aggiungendo che “cancellare l’odio significa lavorare per il rispetto delle persone. Quello che è successo qui non dovrebbe accadere mai più ma purtroppo anche oggi ci sono minacce di violenza nel mondo, di tragedie con tanti morti, di guerre, in Medio Oriente come in Ucraina”. Per il vicepremier, “l’Italia, che ha costruito la democrazia, difeso la libertà, proprio perché ha subito gli orrori della dittatura, deve essere sempre più portatrice di pace. Questo noi lo facciamo. Quindi tragedie come queste devono essere fonte di ispirazione. Le parole di Calamandrei, le parole di Mattarella sono significative” ricordando la strage. “La storia della nostra libertà è la storia di tanto sangue innocente, è la storia di tragedie che hanno colpito in modo particolare proprio questa terra toscana, così vicino alla linea gotica, l’ultimo fronte che divise in due l’Italia fino alla fine della guerra. Anche per questo è preziosa la libertà che le nostre istituzioni democratiche sono chiamate a tutelare e garantire di fronte ai pericoli vecchi e nuovi. Il nazismo e il fascismo sono la tragedia del passato che non ritorneranno in quelle forme. Ma l’Europa e il mondo sono attraversati proprio in questi anni dallo stesso spettro dell’intolleranza, dell’estremismo, della falsificazione ideologica. Vi sono nel mondo regimi che aggrediscono stati sovrani come l’Ucraina con la legge del più forte. Vi sono sistemi totalitari che posseggono l’arma atomica o mirano a realizzarla”, ha dichiarato nel corso del suo intervento il vicepremier. “Il nazismo e il fascismo sono tragedie del passato che non torneranno in quelle forme ma anche oggi l’Europa e il mondo sono attraversati proprio in questi anni dallo stesso spettro dell’intolleranza, dell’estremismo, della falsificazione ideologica. Vi sono nel mondo regimi che aggrediscono stati sovrani come l’Ucraina con la legge del più forte. Vi sono sistemi totalitari che possiedono l’arma atomica o mirano a realizzarla”, ha poi aggiunto parlando a nome del governo.”Vi sono all’interno delle nostre stesse democrazie spinte che tentano di delegittimare la dignità e la credibilità delle istituzioni democratiche. Vi è una disinformazione sistematica veicolata dai moderni sistemi di informazione di massa. E tutto questo richiama in modo sinistro e inquietante quanto accadde in Europa nella prima metà del ventesimo secolo”, ha concluso. “Sant’Anna di Stazzema, una ferita indelebile nella nostra storia. Oggi ricordiamo le vittime di quella barbarie con dolore, rispetto e profonda commozione”, sono le parole che il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha affidato a una nota in ricordo dell’anniversario. Il presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, ha voluto ricordare “le vittime innocenti, tra cui donne, anziani e bambini. Questa terribile pagina della nostra storia richiama tutti al dovere di respingere ogni forma di odio e violenza e di custodire i valori della pace e della libertà. La democrazia è un bene che va tutelato e difeso ogni giorno. La mia vicinanza alle comunità locali e a chi lavora per mantenere viva la memoria”.

A margine della commemorazione che, come ogni anno, si tiene nel piccolo paese toscano, Giuseppe Conte ha affermato che in questo luogo tristemente consacrato alla storia c’è “una testimonianza che non si deve perdere e che è un monito per il futuro. Un luogo fondativo della Repubblica. E siamo qui per cercare anche di recuperare i valori repubblicani, rilanciarli sempre come monito per il futuro e rinnovarne l’attualità”. Ma il presidente dei 5S non è riuscito a fare a meno di portare la campagna elettorale anche qui, affermando di voler ribadire “il nostro no al fascismo che deve rimanere un no, sempre vigile sempre attuale”. Elly Schlein in una nota ricorda che “la mattina del 12 agosto 1944 le SS naziste, insieme ai fascisti, rastrellarono la popolazione civile di Sant’Anna di Stazzema e assassinarono 560 persone. Tra queste, 65 erano bambine e bambini con meno di 10 anni. La memoria dell’orrore nazifascista e dei martiri di Sant’Anna è un dovere, perché la storia non si riscrive e non si dimentica. L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema è una ferita nella storia italiana ed europea che ricorda la necessità di uno sforzo quotidiano per difendere ogni giorno la democrazia, la libertà e i principi antifascisti della nostra Costituzione e della nostra Repubblica”.

Il 12 agosto del 1944, il piccolo borgo sulle Alpi Apuane in provincia di Lucca, è stato accerchiato dai reparti della 16esima divisione Panzergrenadier delle SS, affiancati da collaborazionisti fascisti italiani, massacrarono 560 civili inermi, in gran parte donne, bambini e anziani. Sant’Anna era considerata una zona tranquilla ed era popolata non solo dai residenti, ma anche da centinaia di sfollati che avevano cercato rifugio dalla guerra nei paesi di montagna. L’operazione non fu un’azione di rappresaglia diretta contro un attacco partigiano, bensì un atto pianificato di terrorismo preventivo e terra bruciata per spezzare ogni legame tra la popolazione civile e le formazioni partigiane della Linea Gotica. I soldati rastrellarono gli abitanti dalle case e dalle stalle, spingendoli sul sagrato della chiesa e nelle aie. Lì vennero uccisi a colpi di mitra e con bombe a mano. Tra le vittime c’era anche Anna Pardini, una neonata di soli venti giorni. Dopo le esecuzioni, i soldati diedero fuoco ai corpi e distrussero il paese con le fiamme per cancellare le tracce e rendere la zona del tutto inabitabile.

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