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Schlein al bivio. Renzi: se vince sto col leader 5s

Elly riunisce la segreteria, dem dilaniati. Il leader Iv: appoggio chiunque vinca le primarie

Giuseppe Conte al convegno �Nova - Parola all�Italia�, Milano 19 Settembre 2026 ANSA/MATTEO CORNER

Si è infilata in una strettoia, Elly Schlein. Se non impone la propria la linea, ovvero se non sarà lei la candidata alla presidente del Consiglio del centrosinistra, il Partito democratico potrebbe addirittura rischiare di esplodere. «Il rischio è questo perché Schlein mi ricorda una squadra di calcio in difficoltà: ha un solo risultato a disposizione, la vittoria», teorizza Clemente Mastella.

Si muove su un filo sottilissimo la numero uno del Nazareno. Nei sondaggi non brilla e le criticità continuano ad essere diverse. A partire dal disegno di legge sull’antisemitismo che ha dilaniato ancora una volta il Nazareno. Anche perché il Pd non sta facendo seguito all’appello della senatrice Liliana Segre che continua a dirsi «incredula di fronte alle divisioni». E così anche su questo dossier il Nazareno è diviso tra chi come Elly ha chiesto al gruppo parlamentare della Camera di optare per il No e chi come la galassia riformista è intenzionato a votare sì e ad ascoltare Segre. Divisioni che investono anche la postura che dovrà tenere la coalizione progressista rispetto agli aiuti nei confronti di Kiev. È la ragione per cui Filippo Sensi, anima del riformismo Pd, si lascia andare con il Giornale: «Non vorrei che prima il programma significhi mandare la palla in tribuna... E ci ritroviamo a emendare il programma del M5S». Ma c’è una novità da ieri pomeriggio e riguarda Matteo Renzi. Il leader di Italia viva, nel corso della presentazione del libro, sembra aver mutato atteggiamento su Conte: «Sosterrei il leader del M5S? La mia risposta è sì. Se accetti di fare le primarie chiunque le vinca lo sostieni. Poi fai tutto perché vinca un altro».

In questo quadro Elly prova a restare in equilibrio. Ieri da Bruxelles ha rilanciato il sostegno a Kiev, forse solo per rasserenare la galassia più moderata del Nazareno, sottolineando che «una pace giusta non può essere una resa alle ragioni dell’aggressore». Al contempo continua a portare avanti il suo disegno. Oggi Elly riunirà la segreteria del partito e dirà ai suoi: «Io sarò della partita perché sono la leader del Pd. E lo statuto cosa dice?».

Concetto che Schlein riporterà per filo e per segno quando venerdì affronterà la direzione del partito dove detterà al partito l’agenda delle prossime settimane. Tre i punti chiave: la convocazione dell’assemblea per la proroga della sua segreteria, le primarie senza altri profili Pd, e l’appello a farsi sostenere da tutti. Perché, a suo avviso, se non fosse così tutto potrebbe saltare. Anche il Nazareno.

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