La battaglia sulla scuola si riaccende a Roma. Al centro dello scontro c’è il nuovo bando dedicato alla mediazione linguistica e culturale nei nidi e nelle scuole dell’infanzia capitoline, presentato dall’assessore alla Scuola Claudia Pratelli. Il progetto - denominato “Tuttomondo” - punta a sostenere bambini con “background internazionale” e le loro famiglie nell’ingresso nei servizi educativi della Capitale. Ma da Fratelli d’Italia arriva un attacco frontale all’impostazione scelta dal Campidoglio.
A sollevare il caso è Laura Marsilio, responsabile Scuola di FdI Roma ed ex assessore capitolino alla Scuola, che contesta innanzitutto quella che considera una lettura ideologica del fenomeno e respinge senza mezzi termini le accuse di razzismo. E si parte dalle parole. “Si parla di ‘background internazionale’ anziché ‘migratorio’ – riporta Il Secolo d’Italia - per non voler chiamare il fenomeno con il suo vero nome”, sostiene la Marsilio, accusando l’amministrazione Gualtieri anche di non valorizzare adeguatamente il ruolo delle politiche nazionali e delle risorse messe in campo dal governo.
Il nodo politico è soprattutto quello della distribuzione degli alunni stranieri. La Marsilio respinge la rappresentazione secondo cui il centrodestra vorrebbe creare classi separate o impedire l’iscrizione dei bambini stranieri quando la loro presenza supera determinate percentuali. “Cosa assolutamente non vera”, afferma. La circolare ministeriale indica infatti come criterio organizzativo che gli alunni con cittadinanza non italiana non superino, di norma, il 30 per cento degli iscritti in ciascuna classe, prevedendo però deroghe e aggiustamenti sulla base delle competenze linguistiche e delle condizioni territoriali. Non si tratta, precisa lo stesso testo ministeriale, di un vincolo imposto alle famiglie, ma di un criterio per organizzare l’offerta scolastica e distribuire gli alunni tra istituti e classi.
Ed è proprio qui che, secondo l’esponente meloniana, si consuma il cortocircuito. “Non sono i bambini stranieri il problema”, chiarisce. Il punto è creare le condizioni perché possano seguire le lezioni senza partire con uno svantaggio linguistico. Per questo FdI insiste sull’italiano L2 e sulla valutazione delle competenze linguistiche degli studenti appena entrati nel sistema scolastico. La normativa nazionale ha previsto, a partire dall’anno scolastico 2025/2026, anche l’assegnazione di docenti della classe di concorso A-23, “Lingua italiana per discenti di lingua straniera”, oltre alla possibilità di utilizzare i Cpia per l’accertamento delle competenze linguistiche in ingresso.
La Marsilio richiama quindi l’esperienza della scuola Pisacane, diventata anni fa il simbolo del dibattito sulle forti concentrazioni di alunni stranieri. Fu in quella stagione, ricorda l’esponente di FdI, che maturò il confronto tra il governo Berlusconi e la giunta capitolina di centrodestra sulla distribuzione degli studenti e sulle politiche d’integrazione. “Il tetto del 30 è una indicazione di buon senso”, sostiene la Marsilio, ricordando che la stessa disciplina contempla deroghe quando gli studenti hanno già un’adeguata conoscenza dell’italiano.
Ma la critica al Campidoglio entra anche nel merito degli strumenti. Secondo l’ex assessore, bisognerebbe puntare maggiormente sulla mediazione linguistica già al momento dell’iscrizione, così da aiutare le famiglie a orientarsi nel sistema scolastico e, contemporaneamente, intervenire prima che si producano forti concentrazioni in singole strutture. La Marsilio chiede inoltre il ripristino di un albo dei mediatori culturali e sostiene che le risorse dovrebbero arrivare direttamente alle scuole anziché essere gestite attraverso soggetti intermedi
Lo scontro, però, resta prima di tutto politico. Per la Marsilio la sinistra romana continuerebbe a sottovalutare il peso delle competenze linguistiche anche per i bambini nati in Italia, mentre il governo avrebbe scelto di intervenire proprio sulla conoscenza dell’italiano come strumento per favorire la partecipazione alla vita scolastica.
E la conclusione dell’esponente di Fratelli d’Italia è una stoccata all’impostazione del centrosinistra: “La Destra fa fatti utili per gli studenti stranieri e la classe docente. La Sinistra si ferma a girotondi arcobaleno e colorati”. Una polemica destinata a riaccendere il confronto romano su integrazione, composizione delle classi e insegnamento dell’italiano, temi sui quali - al di là degli slogan - la battaglia politica è tutt’altro che chiusa.
