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Semina il panico al pronto soccorso. Agente gli spara e finisce indagato

All’ospedale di Prato il 22enne marocchino ha minacciato i presenti con l’estintore e ha poi tentato la fuga

Esplosivi nel box: una "marmotta" carica e 3,5 kg di polvere pirica

L’insicurezza non è percezione, non è propaganda ma è la realtà che si vive in questo Paese, dove chi cerca di far rispettare la legge nel pieno delle sue funzioni viene anche indagato. Non è un paradosso ma quanto accaduto a Prato, dove un marocchino di 22 anni è stato beccato dalla polizia mentre lanciava un panetto di droga all’interno del carcere della Dogaia. Nella fuga dagli agenti penitenziari, l’uomo è caduto e si è ferito, pertanto dopo essere stato arrestato è stato condotto in ospedale. Ma qui è iniziata la follia dello straniero, che nella cosiddetta “zona calda” del pronto soccorso, dalla barella, regolarmente ammanettato come prevedono le procedure e con gli agenti a fare da piantone, ha dato in escandescenza.Nonostante i limitati movimenti delle mani, sarebbe comunque riuscito a impossessarsi di un estintore e avrebbe iniziato a minacciare gli agenti e i presenti. Gli sarebbe stato intimato di deporre l’estintore, ma l’uomo avrebbe ignorato l’ordine, azionando il dispositivo e creando ulteriore confusione all’interno del reparto. Gli uomini in divisa gli hanno intimato di posare l’estintore, ma all’ordine di fermarsi avrebbe azionato il dispositivo anti incendio scatenando il panico e approfittando del momento per darsi alla fuga. A quel punto uno degli agenti ha sparato un colpo in aria come deterrente ma, in base a quanto finora ricostruito, lo straniero avrebbe continuato la sua fuga. Quindi lo stesso poliziotto ha esploso un secondo colpo mirando verso il basso e colpendolo alle gambe, causandogli una ferita lieve. A quel punto l’uomo è stato fermato e affidato alle cure dei medici. Nessuno è rimasto ferito a parte lo straniero.Non è il primo caso di violenza che si registra nei pronto soccorso del Paese, dove il personale sanitario lavora da tempo in condizioni di profondo stress e disagio a causa delle continue intemperanze alle quali vengono sottoposti da parte dei pazienti o presunti tali. Un esempio su tutti arriva dall’ospedale Versilia dove, lo stesso giorno, a essere malmenato è stato un infermiere.Gli avvocati dell’agente che ha sparato hanno appreso nella mattinata di lunedì che lo stesso era stato indagato per tentato omicidio. «Ho fiducia nell’operato della magistratura. Tuttavia spero che in presenza di una evidente causa di giustificazione della condotta del solerte poliziotto penitenziario sannita, mio assistito, venga applicato il nuovo decreto sicurezza che ha modificato l’art 335 del codice di procedura penale, introducendo il comma con cui si prevede l’annotazione preliminare nel modello 45 bis, che evita l’iscrizione automatica dell’agente nel registro degli indagati quando l’atto compiuto in servizio fa presumere una causa di giustificazione, come nel caso di specie», ha dichiarato Vittorio Luigi Fucci, legale dell’agente. Il procuratore Luca Tescaroli ha spiegato che, a fronte della visione delle immagini telecamere, si vede che «due agenti di polizia penitenziaria, mentre il ragazzo cercava di scappare ammanettato all’interno di un ambiente chiuso dal quale non poteva uscire, hanno cercato di raggiungerlo. Uno dei due agenti ha esploso contro il ragazzo tre colpi di pistola, uno dei quali l’ha colpito». Matteo Salvini è intervenuto sul caso offrendo massima solidarietà: «Altro che tentato omicidio ha semplicemente fatto il suo lavoro, fermato un pericoloso delinquente (peraltro già dimesso dall’ospedale) e protetto la sicurezza di decine di cittadini perbene».


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