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“Servono 35mila alloggi ma crollano i permessi”

Deleo (Ance): “I titoli edilizi sono scesi da 4mila a mille in due anni. Il Salva Milano bis proposto da Morelli? Sarebbe una bellissima cosa”

Giovanni Deleo

Una nuova legge Salva Milano, per sbloccare l’urbanistica e gli uffici comunali ancora semi paralizzati dopo le maxi inchieste? «Sarebbe bellissimo» è il commento di Giovanni Deleo, ieri alla sua prima assemblea da presidente di Assimpredil Ance, alla proposta lanciata giorni fa dal sottosegretario leghista Alessandro Morelli. Che l’ha ribadita anche ieri a margine dell’evento, puntualizzando che il centrodestra c’è, ma serve un’intesa bipartisan visto che la prima versione del decreto due anni fa è stata bloccata da Pd, Avs e M5S. E Deleo aggiunge che «sarebbe una bellissima notizia, per Milano e per tutte le città, ma non mi sembra che ci sia la volontà politica». Parte dall’emergenza casa per descrivere come il settore edilizio sia finito in un cul de sac. «A Milano - sottolinea - la richiesta di abitazioni è stimata oggi in 35mila unità, mentre gli alloggi previsti nei permessi di costruire e nelle Scia ritirate sono passate da circa 4mila nel 2022 a mille nel 2024, quasi tre quarti in meno in due anni. Come pensiamo di affrontare il problema casa se questi sono i numeri?». Per produrle «servono interventi economicamente sostenibili, regole e tempi certi e procedimenti amministrativi capaci di accompagnare gli investimenti fino alla loro realizzazione». Le imprese «non possono sostenere da sole il costo dell’incertezza». I costruttori «non chiedono scorciatoie» ma «decisioni: positive o negative, purché espresse, motivate, tracciabili e compatibili con i tempi reali». Una stoccata al Comune che va al ralenty e deve «investire su un cruscotto digitale». Ha espresso forte preoccupazione anche sulla variante al Pgt: «Se aggiunge soltanto vincoli rischia di stratificare regole senza creare opportunità». E ribadisce che gli uffici comunali dopo le inchieste sono ancora nel caos, «non riescono a produrre permessi di costruire. E senza digitalizzazione siamo ancora in fila indiana negli uffici».

Sul «Salva Milano bis» Morelli ribadisce che la coalizione di governo c’è, e ci sarà se sarà confermata alle Politiche e a Milano sarà eletto un sindaco di centrodestra, «faremo un vero appello a tutti i candidati perchè i loro partiti in Parlamento sostengano un’iniziativa di questo genere: una sanatoria sul pregresso, per risolvere la questione delle famiglie e delle imprese sospese, e per chiarire definitivamente la normativa urbanistica». É «l’ultima opportunità, se vincesse la sinistra addio soluzione». Il sindaco Beppe Sala apre solo a metà, perchè non vuole che si parli di sanatoria e «cominciamo a cambiare nome, perché il tema vero è che questa non può essere solo una questione milanese ma nazionale». Sgombrato il nome Milano (o Salva Sala?), riconosce che «servirebbe un intervento normativo bipartisan, i tempi ci sarebbero, non so però se c’è una volontà delle parti». Dovrebbe interpellare il campo largo, è stato il Pd ad affossare il primo decreto. Idem, durante l’assemblea smentisce «chi continua a parlare di cementificazione, anche basta, l’indice è salito dello 0,37% in 10 anni». Citofonare Avs e 5 Stelle. Il portavoce delle Famiglie Sospese Filippo Borsellino contesta Sala: «Scopre oggi quello che diciamo da un anno e mezzo, serve una soluzione nazionale. Chiede un azione bipartisan? Bene, siamo d’accordo, ma iniziamo subito». Matteo Perego di Cremnago, candidato da Fi come sindaco del centrodestra, sostiene che sul tema urbanistica «ci vuole un commissario, bisogna evitare interpretazioni locali».