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Interni

Sicurezza, il grande flop del sindaco di Vannacci

Caso Civitanova. Il centrodestra attacca: serve un cambio di rotta

Ciarapica e Vannacci

Roberto Vannacci lo aveva indicato come il sindaco da prendere a modello sulla sicurezza. Ma Fratelli d’Italia racconta una storia diversa. Fabrizio Ciarapica, primo cittadino di Civitanova Marche in quota Futuro Nazionale, è stato messo sotto accusa sul terreno che avrebbe dovuto essere il suo punto di forza: il controllo del territorio. Il primo partito della maggioranza ha chiesto un «cambio di rotta» immediato, lasciando intravedere una verifica politica. I meloniani hanno convocato una conferenza stampa per contestare la gestione della sicurezza urbana. Il quadro è pesante: aggressioni, pestaggi, risse sul lungomare e commercianti esasperati dalla mala movida. Perentorio il consigliere regionale Pierpaolo Borroni: «Come partito riteniamo importante fare un punto sulla situazione, ci sono state aggressioni sul lungomare Piermanni, un pestaggio, ripetute risse, i commercianti che chiedono di non improvvisare sulla sicurezza». FdI contesta soprattutto ciò che l’amministrazione non ha fatto. Già nel 2025 il partito aveva chiesto telecamere e vigilanza privata. Erano stati stanziati 30mila euro, mai utilizzati e confluiti nell’avanzo di amministrazione. Un dettaglio che misura la distanza tra gli annunci e gli interventi rimasti sulla carta. «Oggi non è più possibile aspettare. Serve un intervento netto dell’amministrazione nei confronti della mala movida e un cambio di rotta», ha aggiunto Borroni. Le richieste sono precise: adesione al progetto regionale Marche Sicure, telecamere nei parchi collegate alle forze dell’ordine, vigilanza privata, una stazione mobile dei carabinieri sul lungomare e un’ordinanza contro la vendita di alcolici ed energy drink nei distributori automatici. FdI ha proposto anche un osservatorio sulla prevenzione e un tavolo stabile con i commercianti. La scadenza è ravvicinata: gli interventi dovrebbero arrivare prima della fine dell’estate. Vannacci aveva trasformato Ciarapica

nel volto della sicurezza amministrata con fermezza. Oggi, però, a smontare quella narrazione non è l’opposizione, ma il partito più forte. Il sindaco celebrato fuori dal Comune viene contestato dentro la sua stessa maggioranza. E il modello esibito dal generale come vetrina politica rischia di diventare il simbolo di un clamoroso flop.

Ma c’è maretta anche in Lombardia per Futuro Nazionale. Infatti, sono arrivate le dimissioni del responsabile vicario per la Lombardia, con delega per la città metropolitana di Milano del partito, Luca Carleo. La causa? È uno degli amministratori delle società del gruppo Ops finite al centro dell’inchiesta della Procura di Milano per presunte frodi da oltre 30 milioni di euro

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