I protagonisti dell’affaire Ranucci-Lavitola non sono solo loro due, e non si limitano nemmeno al factotum Clesio Tavares e agli esecutori materiali. Ci sono altre figure ritenute centrali per chi sta conducendo le indagini, e non da un punto di vista penale, bensì della vicinanza con il conduttore. Tra loro c’è sicuramente Laura Cianfoni: non è coinvolta nell’inchiesta, ma il suo nome compare sia nella richiesta di misura del pm Edoardo De Santis, che nell’ordinanza di custodia cautelare contro Valter Lavitola e Clesio Gomes Tavares. È infatti considerata una persona vicina a Ranucci, gestiva i suoi profili social, faceva da filtro per eventi e appuntamenti e si occupava del tour teatrale del conduttore. Ma è soprattutto molto amica (come dimostra il tono confidenziale nelle telefonate agli atti dell’inchiesta) di Valter Lavitola, il presunto mandante dell’attentato.
Diverse, infatti, le conversazioni intercorse tra i due, come lo stesso faccendiere ammise in un colloquio con Il Giornale. Gli inquirenti appuntano un incontro che si sarebbe tenuto, una settimana dopo la bomba, il 23 ottobre 2026, in via Bufalotta a Roma, tra Ranucci e Lavitola, proprio sotto casa di Cianfoni. Le celle telefoniche dei tre cellulari agganciano tutti lo stesso ripetitore. Da ex dirigente Cisl e poi quadro di Fincantieri, Cianfoni potrebbe essere stata una preziosa fonte di Ranucci per le inchieste di Report sia sulla Cisl che sugli affari che girano attorno al mondo di Fincantieri (totalmente estranea all’inchiesta), le cui attività sono molto affini con quelle dei Cantieri Vittoria, la pista battuta fin dall’inizio da Ranucci in quanto collegata (solo secondo lui, ma non per la Procura) all’attentato che aveva subito. Il Giornale è venuto in possesso di chat esclusive che fanno luce sul rapporto tra Cianfoni e Ranucci. Ma soprattutto smentiscono le recenti affermazioni di Ranucci che faceva sapere di non aver «alcun rapporto con Maria Rosaria Boccia». Dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera e fatte trapelare dall’audizione che lo ha visto protagonista nella commissione Rai per il Codice Etico.
Era il 27 maggio 2025 e alle 21:04 Laura Cianfoni scriveva a Maria Rosaria Boccia: «Ti garantisco che non serve dare consigli a Sigfrido che ha il primato delle balle e le sa raccontare meglio di tutti. Sono anni di esperienza tra balle». La collaboratrice di Ranucci in chat offre un ritratto alquanto inaspettato di Mr Report: «L’uomo delle balle».
La Cianfoni continua la chat e comunica alla Boccia la decisione irrevocabile: «Sono uscita da tutti i suoi profili social, non amministro più nulla». Ed è la stessa Ciafoni che la sera del27maggio 2025 farà luce anche sull’amicizia tra Ranucci e Boccia. Non si tratta di un’invenzione della stampa come racconta Ranucci. Cianfoni il 27 maggio 2025 scriveva alla Boccia confermando quindi la versione di quest’ultima: «Non serve che vi mettiate d’accordo per le vostre mille videochiamate e telefonate». Ora Ranucci ai giornali continua ad affermare di non aver alcun rapporto di amicizia con Maria Rosaria Boccia. Eppure, persino la sua collaboratrice dice il contrario. Anzi. Parla di videochiamate e telefonate. Chi sta mentendo? E perché? A quel punto Boccia rispondeva, ma solo il giorno dopo. Alle 11:22 del 28 maggio2025 l’imprenditrice scriveva a Cianfoni: «Hai scritto cose molto gravi senza verificare nulla, senza conoscenza della mia situazione affettiva attuale». Il tono è freddo. Non nega l’amicizia con Ranucci. Ma ribadisce il fatto di essere sentimentalmente impegnata.
In questo vortice di chat si inserisce Ranucci che il 28 maggio contatta Francesco Di Deco, legale di Maria Rosaria Boccia, per sollecitarlo a spedire un atto di diffida nei confronti di Laura Cianfoni. La diffida non arriverà. Ma resta il mistero. Perché Ranucci voleva allontanare dal suo cerchio magico una collaboratrice stretta, amica di Lavitola e potenziale fonte di inchieste di Report?
E perché a presentare quell’atto doveva essere l’imprenditrice di Pompei su richiesta dello stesso conduttore?
