Silvio ci crede: "Condannato a vincere"

Berlusconi pronto a candidarsi al Senato in Lombardia e Sicilia. Le trattative con Pannella, domani sfida tv con Santoro

Silvio ci crede: "Condannato a vincere"

Roma - Portata a casa l'intesa con la Lega e quasi definito il quadro delle alleanze dei partiti che comporranno la coalizione di centrodestra (si tratta anche con i Radicali), Silvio Berlusconi si concentra sulla maratona tv che in quest'ultima settimana gli ha permesso di invertire il trend e recuperare punti nei sondaggi. Ieri è stata la volta di Otto e mezzo, stasera tocca a Porta a Porta e domani a Servizio pubblico di Michele Santoro.

Un Cavaliere decisamente all'attacco, sempre più tentato dal candidarsi al Senato in quelle regioni che potrebbero essere l'ago della bilancia di Palazzo Madama: Lombardia, Sicilia e una tra Piemonte, Campania e Lazio visto che al massimo si può correre in tre circoscrizioni a differenza di quanto accade alla Camera. Un ex premier che ribadisce l'appello al voto utile affinché l'elettorato moderato «vada a votare» e punta il dito contro i «2.500 euro in più all'anno che ogni famiglia italiana paga di tasse». Berlusconi, infatti, da un lato cerca di riaccendere l'interesse di quei delusi che potrebbero finire nell'astensionismo e che secondo i sondaggi saranno decisivi. E dall'altro mira a mettere sotto accusa la politica del governo Monti che proprio ieri, presentando le sue candidature, ha dimostrato di voler pescare nell'elettorato di centrodestra. Anche se, ci tiene a dire, «il nostro avversario è il Pd che si ritrova oggi nella stessa situazione del '94». Ecco perché, aggiunge il Cavaliere dopo aver sciorinato i «suoi» sondaggi che vedono la coalizione di centrodestra al 31% e il Pdl in recupero dal 14 al 17%, siamo «condannati a vincere». D'altra parte, dice dopo che Otto e mezzo è ormai arrivato alle 21.35, «sono un lottatore» e «giovedì sarò da Santoro e incontrerò il mio nemico Travaglio». Un match che si preannuncia davvero scoppiettante visto che Berlusconi non pare intenzionato a concedere niente. Con Lilli Gruber, infatti, non arretra di un passo, si concede pure qualche battuta («Non sente quello che dico, vuole il numero del mio otorino?») e riesce a «trascinarla» fino a sforare di buoni dieci minuti.

Con chiusa sulla separazione con Veronica Lario. «Non sono 100mila euro al giorno ma 200mila», risponde quando si parla degli alimenti che paga alla moglie. E giù sui magistrati: una cifra decisa da «tre giudichesse femministe e comuniste». E ancora: «È una cosa che non sta nella realtà: 36 milioni con un arretrato di 76 milioni. Questi sono i giudici di Milano che mi perseguitano dal '94». «Farò appello», aggiunge, anche se «spero di poter trovare un accordo visto che siamo in civilissimi rapporti». Ma sulla magistratura il Cavaliere è ancora più duro: su Ruby «i pm si sono inventati tutto». Ecco perché «sono convinto arriverà una assoluzione piena» come «sono fiducioso» di un'assoluzione in Cassazione sul Lodo Mondadori. Nel giorno in cui l'Ue definisce «iniqua» l'Imu è però inevitabile che Berlusconi ribadisca di volerla abolire. Ma «non per le case di lusso, anche se sono prima casa». «Io che fortunatamente ho case piuttosto grandi - aggiunge - continuerò a pagarla». Quanto? «300mila euro».

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