Quando si tratta di prendere posizione contro l’Italia, la nostra sinistra è sempre in prima fila. Se poi la linea anti italiana coincide con quella del beniamino Pedro Sànchez, il gioco è fatto. È quanto accaduto nelle ultime ore dopo l’ultimatum del governo spagnolo all’Italia di ritirare la sospensione di Schengen e la successiva decisione di introdurre controlli alla frontiera per i viaggiatori provenienti dal nostro paese. Invece di prendere le distanze dalla decisione di Sànchez che non ha nessuna motivazione razionale se non l’intento di spostare l’attenzione sul fronte interno per le fallimentari politiche migratorie e gli scandali che hanno colpito il suo esecutivo, la nostra sinistra ha preferito attaccare Giorgia Meloni scambiando l’interesse della parte per quello del paese.Non ha perso tempo il leader del Movimento Cinque Stelle Giuseppe Conte per sperticarsi nell’elogio del premier spagnolo: «Sànchez anche di fronte a Trump quando ha detto che per il suo popolo era una follia portare le spese militari al 5% del Pil ha dimostrato di essere un hombre vertical, un uomo dalla schiena dritta. Quando ha detto che a Gaza stanno commettendo un genocidio e che va condannato Netanyahu ha dimostrato di essere hombre vertical. Quando ha detto a Trump che le basi non ve le do per la guerra in Iran è stato un hombre vertical».Il leader di Avs Nicola Fratoianni invece di prendersela con Sànchez ha puntato il dito contro Giorgia Meloni «faccio una proposta al governo: mandi in vacanza la propaganda e revochi la decisione di bloccare Schengen con la Spagna, una decisione quanto mai immotivata, assurda e controproducente per l’Italia». Il leitmotiv è lo stesso per tutta la sinistra, non a caso Laura Boldrini ha affermato: «Peggio di così non poteva andare, questa volta la pretestuosa crisi diplomatica con la Spagna voluta dal governo Meloni da figuraccia internazionale si è tradotta in un autogol».Per il segretario di +Europa Riccardo Magi invece «La mossa da bulla in stile Trump di Meloni di sospendere Schengen con la Spagna dopo i fatti di Ceuta si sta rilevando un vero e proprio boomerang per il governo italiano: già alla riunione dei ministri dell’Interno Ue è stato applaudito il modello con cui Sànchez ha gestito l’emergenza e non certo la linea del governo Meloni».All’elenco non poteva mancare la relatrice Onu Francesca Albanese che ha scritto un articolo lodando «l’esempio Sànchez» e sostenendo che l’Italia dovrebbe schierarsi con Madrid «ultimo baluardo di umanità e integrità contro l’asservimento imperante». Talmente integri che 126 persone vicine a Sanchez sono indagate o condannate ma tutto ciò per la sinistra italiana è un dettaglio irrilevante, la fascinazione nei confronti del leader socialista spagnolo è più forte. Basti pensare che solo poche ore prima della decisione di Madrid di chiudere Schengen per chi arriva dall’Italia, Elly Schlein affermava «è una grave crisi umanitaria nella quale hanno perso la vita più di cento persone, risolta in 48 ore nelle quali Sànchez ha fatto più rimpatri di Meloni in quattro anni. Il governo ha risposto con delle buffonate propagandistiche, litigando con le cartine geografiche. La chiusura di Schengen è un precedente pericoloso per l’Europa e il nostro Paese. Pensi se facessero così gli altri Paesi con noi». Proprio ciò che ha fatto il suo alleato Sànchez, ora aspettiamo la condanna dalla segreteria del Pd.
