La sinistra vuole smontare l'Imu E Brunetta accusa i sindacati

Il Pd contesta le coperture, Monti e Fassina contro il Pdl. E ora rispuntano nuove modifiche. L'ex ministro: "No al piano di Cgil, Cisl e Uil sul lavoro. Costa troppo"

La sinistra vuole smontare l'Imu E Brunetta accusa i sindacati
Il capogruppo dei deputati pdl Renato Brunetta alla Camera

Roma - Smontare il decreto Imu colpo su colpo, prima mediaticamente, associandolo a coperture impopolari. Poi nella sostanza, attaccando il provvedimento in Parlamento, magari in nome di una «equità» che consiste nel tassare le case dove abitano le famiglie. Difficile non vedere una strategia dietro le mosse del centrosinistra (e non solo) successive all'approvazione del decreto.
Le coperture rese note lunedì dal ministero dell'Economia, hanno come minimo aiutato chi non vede di buon occhio la cancellazione del'Imu per le abitazioni principali nel 2013. Passato sotto tono il taglio di un miliardo ai ministeri, l'attenzione (in particolare dei media della sinistra, a partire da Repubblica) si è concentrata su altre voci. Somme limitate: da 20 a 50 milioni di euro per la sicurezza, vigili del fuoco, lotta all'evazione fiscale. Poi il taglio denunciato dalla Cgil alla decontribuzione degli aumenti salariali della contrattazione di secondo livello (che peraltro al sindacato della sinistra non è mai andata a genio), poi smentiti dal ministero del Lavoro (è una partita di giro tra fondi che non sono stati spesi negli anni precedenti). Comunque il tutto spacciato come un colpo all'occupazione (l'economia buona) per coprire l'Imu (le rendite, l'economia cattiva).
L'alleggerimento del fisco sulla prima casa è quindi diventato, nelle parole del viceministro all'Economia Stefano Fassina (sinistra Pd) un «utile compromesso», che però «rispecchia alcune priorità che sono del Pdl e non del Paese». Sale sul carro anche Mario Monti, creatore dell'Imu nella versione modificata. Per l'ex premier il decreto Letta «rende il sistema fiscale meno equo e meno progressivo». E per questo Scelta Civica si riserva «quantomeno, di chiedere modifiche», quando si tratterà di convertire il provvedimento.
Voci di modifica del decreto anche da Palazzo Chigi, anche se da un esponente Pd doc. «In Parlamento si rifletta sull'equità delle scelte fatte sull'Imu», ha commentato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Giovanni Legnini.
Le coperture hanno provocato reazioni negative che stanno mettendo a rischio tutto il provvedimento. Ci sono quelle di Confindustria, dei sindacati di polizia. Ma anche nel Pdl. Oltre ai dubbi di Renato Brunetta su quelle destinate agli esodati e cassa integrazione (gli altri due capitoli del decreto Imu), cioè il sospetto che il ministero dell'Economia si prepari a fare scattare comunque la clausola di salvaguardia, quindi l'aumento degli acconti delle imposte per famiglie e imprese, ci sono i mal di pancia su sicurezza e difesa. Per Maurizio Gasparri queste coperture «sono inaccettabili» e quindi la scelta «va contrastata in Parlamento», ha spiegato il senatore del Pdl.
Cancellazione delle rate Imu 2013 a parte, è già iniziato il braccio di ferro sul 2014. Il documento unitario di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil siglato lunedì alla festa del Pd di Genova chiede di concentrare le risorse su sviluppo e lavoro, lasciando stare il fisco sul mattone. Un piano che, ha calcolato Brunetta, costa 40-50 miliardi.
Inutile dire che, se si applicasse anche solo in parte, drenerebbe le risorse a tutte le altre politiche. Ma il capogruppo del Pdl alla Camera ha una copertura alternativa da proporre: «Quasi 32 miliardi di euro di agevolazioni fiscali in materia di impresa» poi «10 miliardi di euro eliminabili su oltre 36 miliardi di trasferimenti pubblici alle imprese». Il messaggio è: anche sul fronte delle imprese c'è da tagliare, giù le mani dai tagli alle tasse che gravano sulle famiglie.