Sistema Sesto, i pm chiedono il processo per Penati

Chiesto il rinvio per gli indagati nello scandalo tangenti per le aree ex Falck e Marelli e la realizzazione della Milano-Serravalle. Alla sbarra potrebbe finire l'ex braccio destro di Bersani che ribadisce: "Sono totalmente estraneo ai fatti, intendo chiedere il rito immediato". GUARDA I DOCUMENTI DELL'INCHIESTA

Sistema Sesto, i pm chiedono il processo per Penati

Dopo due anni di indagini, Filippo Penati potrebbe presto finire alla sbarra. I pm di Monza, Walter Mapelli e Franca Macchia, hanno infatti chiesto al gup Giovanni Gerosa il processo per l'ex sindaco di Sesto San Giovanni, coinvolto nello scandalo tangenti per l'area ex Falck e Marelli e le irregolarità sulla realizzazione della Milano-Serravalle. L'udienza preliminare deve ancora essere fissata.

A giudizio per corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti anche l'ex braccio destro di Penati, Giordano Vimercati, e un'altra ventina di collaboratori, tutti indagati per il cosiddetto Sistema Sesto, tra cui l’ex segretario generale della Provincia, Antonino Princiotta, l’imprenditore Piero Di Caterina, il vice presidente del Consorzio Cooperative Costruttori, Omer Degli Esposti, l’amministratore del gruppo Gavio, Bruno Binasco, l’architetto Renato Sarno, l’ex amministratore delegato di Milano Serravalle Massimo Di Marco, l’ex presidente di BpmMassimo Ponzellini e il presidente della Banca di Legnano Enrico Corali.

"Voglio che si vada subito a processo, per questo intendo chiedere il rito immediato", ha detto Penati ribadendo la sua totale estraneità ai fatti: "Non ho mai ricevuto illecitamente denaro dagli imprenditori, nè per me, nè per i partiti di cui ho fatto parte. Non ho conti correnti all’estero. I risultati dell’inchiesta che mi riguarda confermano che non c’e traccia, nonostante si sia favoleggiato di decine di miliardi, di una sola lira o di un solo centesimo di euro che mi sia stato trasferito. Ora potrò difendermi nel processo. Lo farò con tutte le mie forze e con la determinazione di cui sono capace, perchè sono certo della mia correttezza". E aggiunge: "Contro di me, da oltre un anno, si riversano sempre le stesse accuse e si ricordano gli stessi fatti, spesso amplificati dalla polemica politica. Accuse e fatti, che risalgono a 12 anni fa, e continuano a ruotare solo intorno alle dichiarazioni di due imprenditori, a loro volta indagati, rilasciate per coprire passaggi di denaro tra loro, anche su conti svizzeri o lussemburghesi, poco trasparenti"

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