La solidarietà dei tedeschi: sì ai profughi, ma solo in Italia

La solidarietà dei tedeschi: sì ai profughi, ma solo in Italia

RomaI profughi ed i rifugiati vanno accolti ed aiutati. Ma non a casa mia. Parola di Angela Merkel. Una sintesi brutale ma efficace per l'intricata vicenda che vede tre protagonisti: il governo italiano, quello tedesco ed un gruppetto di profughi nordafricani. Il destino di questi rifugiati ha scatenato quasi una guerra diplomatica con il governo tedesco pronto a lanciare accuse contro quello italiano. Il cerino è stato acceso dalla Bild che un paio di giorni fa ha lanciato un'accusa pesantissima al ministero dell'Interno. «Con documenti e 500 euro l'Italia manda i profughi africani da noi», ha titolato il quotidiano. L'ira germanica è stata scatenata in particolare dall'arrivo di 300 rifugiati nordafricani ad Amburgo ai quali, è l'accusa, il Viminale avrebbe dato 500 euro per arrivare in terra tedesca. Insomma una specie di «mancia» pur di toglierseli di torno. Una versione accreditata anche dal ministro dell'Interno bavarese, Joachim Hermann che ha definito il comportamento del governo italiano «inaccettabile». A conferma di questa versione la Bild correda il servizio con un'intervista ad un profugo dalla Nigeria, giunto da un centro di accoglienza di Matera. I 500 euro, spiega il profugo, gli sarebbero stati dati «per andare in un altro paese europeo».
Molto diversa la versione del Viminale. Al termine dell'emergenza nordafricana a fine 2012, puntualizza il ministero, nel rispetto delle normative internazionali ai profughi rimasti sul nostro territorio, circa 13.000, è stato concesso il permesso di soggiorno per motivi umanitari. È stato inoltre deciso, come da prassi nei confronti di rifugiati e profughi, di «corrispondere la somma forfettaria di 500 euro al fine di contribuire alle spese di prima necessità e a supporto di un percorso di integrazione in Italia». Per chi invece ha chiesto di rientrare nel proprio paese sono state attivate le misure per il rimpatrio assistito. Ovviamente uno straniero in possesso di un permesso di soggiorno umanitario, valido per l'area di Schengen, può spostarsi dove vuole all'interno di quei confini e dunque può recarsi anche in Germania. Insomma il governo italiano non può impedire ai profughi di andare in Germania se vogliono. E il governo tedesco non può non sapere che la stragrande maggioranza degli stranieri che arriva in Europa punta proprio alla Germania per trovare un lavoro.
La Bild scrive che i permessi di soggiorno hanno «validità limitata» e che questi profughi quindi «non hanno i requisiti per restare in Germania». E ieri il quotidiano è tornato sull'argomento sostenendo che l'Italia è disposta a riprendersi i profughi. Il responsabile tedesco avrebbe chiesto all'Italia, in toni assai più pacati rispetto a quelli usati dal ministro bavarese, di prendere in considerazione la possibilità di accogliere i migranti per i quali si verifichi la mancanza di requisiti. A confermare i contatti tra i due governi anche il portavoce del ministro dell'Interno tedesco, Jens Teschke. Il ministro dell'Interno tedesco avrebbe istituito una task force in contatto con il governo italiano già da due settimane, ha detto Teschke, aggiungendo che «i rappresentanti italiani hanno assicurato che riaccoglieranno i cittadini extraeuropei».
Ma anche su questo punto il Viminale ha già dato piena disponibilità secondo le normative in vigore. Se lo straniero ha il permesso previsto dall'articolo 5 della Convenzione di Schengen (che scade dopo 3 mesi ndr) spiegano dal Viminale che «può rimanere nel territorio tedesco, come nel territorio di uno degli altri Stati membri, per un periodo di tre mesi trascorsi i quali le autorità tedesche devono rinviarlo in Italia». Senza bisogno di polemiche.

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