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Lo spirito del "Mattarellismo"

Per assurdo, alla ricerca di una nuova legge elettorale di cui si avverte la necessità, uno dei fari potrà essere quella legge De Gasperi del 1953

Lo spirito del "Mattarellismo"
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In quella sorta di trattato di sintesi sul senso della Repubblica a ottant'anni dalla nascita, che è stato il discorso di fine anno del Capo dello Stato, ci sono alcuni aspetti che per ragioni di tipo politico-istituzionale evidentemente il presidente Mattarella non poteva cogliere ed esplicitare.

Il primo riguarda l'evoluzione delle sigle politiche negli anni della Repubblica. Ciò che più colpisce nell'evoluzione del sistema politico italiano, in 80 di repubblica, sono alcuni paradossi che lo rendono unico rispetto agli altri grandi paesi europei. Se si dà un colpo d'occhio all'emicilclo dell'aula di Montecitorio ci si rende conto - ecco il primo paradosso - che nessuno dei partiti cui fanno riferimento i parlamentari seduti in quell'aula ha una sigla come quella dei partiti del primo cinquantennio circa della vita repubblicana.

Così non è invece in Germania dove continuano a contendersi la scena Cdu, socialdemocratici o liberali. Così non è in Inghilterra, così non è in Francia. Del resto per fortuna che ad esempio i 5 stelle, che nella scorsa legislatura rappresentavano il 30% degli eletti, alla Camera non sedevano nei banchi della Costituente. Altrimenti chissà quali svarioni e banalità avremmo potuto trovare nel testo, invece ancora ottimo e attuale, della nostra Costituzione.

Ma in questo ottantennio c'è un altro fattore che interseca quello appena ricordato. A differenza degli stessi altri grandi paesi europei, mentre in Francia c'è da sempre la stessa legge elettorale così come in Inghilterra o Germania, negli anni della Repubblica abbiamo avuto ben sei diverse leggi elettorali che si sono succedute per le elezioni al Parlamento.

Tra queste quella che più ha lasciato il segno nel sistema politico col passaggio alla seconda repubblica porta il nome Mattarellum visto che l'artefice principale ne era stato l'attuale Presidente della Repubblica. E va annotato che, Porcellum dopo Porcellum, giunti fino al Rosatellum, uno degli effetti di questi troppi mutamenti delle leggi elettorali è che il corpo elettorale si è sempre più ristretto e molto probabilmente andrà ben sotto il 60% anche alle elezioni politiche del 2027.

Questo soprattutto perché con la legge elettorale vigente i cittadini sostanzialmente non hanno nessuna possibilità di indicazione o scelta degli eletti e del premier e le elezioni si trasformano sostanzialmente in nomine ad opera dei capi partito e dei loro cerchi magici. Di qui l'esigenza di una nuova legge elettorale che consenta agli elettori di indicare il premier e scegliere i parlamentari. Per assurdo, alla ricerca di una nuova legge elettorale di cui si avverte la necessità, uno dei fari potrà essere quella legge De Gasperi del 1953 che pure fu definita «legge truffa» e che per poche migliaia di voti non realizzò il suo effetto principale, quello di dare un premio di maggioranza al vincitore.

Di qui l'importanza di porre mano alla legge elettorale, al fine di prevenire il grave fenomeno dell'astensionismo e rafforzare quell'esprit repubblicain che il Presidente Mattarella con parole e spunti diversi ha invitato a recuperare.

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