Il Tar respinge il ricorso di Ingroia

Per il tribunale amministrativo del Lazio i motivi di ricorso presentati da Ingroia contro il suo ricollocamento in ruolo ad Aosta non sono sussistenti

Il Tar respinge il ricorso di Ingroia

Per Antonio Ingroia era l'ultima spiaggia. Ma si è trasformata nell'ultima batosta. Bocciato alle urne, bocciato dal Csm, bocciato anche dal Tar. Il tribunale amministrativo del Lazio ha infatti respinto l’istanza cautelare presentata dal magistrato contro la delibera del Csm che ha disposto il suo ricollocamento in ruolo all’Ufficio giudiziario di Aosta con funzioni di pm.

"Ai fini dell’accoglimento della domanda cautelare è necessaria la sussistenza di un pregiudizio concreto ed attuale, il quale, con riferimento al caso in esame, non appare connotato da gravità ed irreparabilità, ove riferito al trasferimento del magistrato in una sede che sarebbe stata, in ogni caso, diversa rispetto a quella di provenienza", si legge nell’ordinanza depositata dalla Prima Sezione Quater del Tar del Lazio.

Insomma, non c'è nessuna ragione valida per non andare nel territorio valdostano. E i motivi di ricorso presentati da Ingroia "non appaiono allo stato tali da far ritenere sussistenti con certezza i profili asserenti al "fumus boni iuris" i quali potranno essere più compiutamente esaminati nella successiva fase di merito".

I giudici amministrativi, dunque, dovranno fissare adesso una nuova udienza in cui discutere nel merito la questione: Ingroia, ex procuratore aggiunto di Palermo, era stato collocato fuori ruolo nello scorso autunno per rivestire un incarico Onu in Guatemala, ma poi, era rientrato in Italia candidandosi alle elezioni politiche come leader di Rivoluzione Civile. Non risultando eletto, è tornato in Magistratura: scaduta l’aspettativa elettorale, il Csm ha ritenuto che Aosta fosse l’unica destinazione possibile per Ingroia, dato che si era candidato in tutte le circoscrizioni elettorali d’Italia. Contro la decisione di stasera del Tar, il magistrato può presentare ricorso al Consiglio di Stato.

"Ingroia deve decidere la sua vera vocazione: se vuole fare il magistrato o il politico", ha detto ieri il vice presidente del Csm, Michele Vietti, in un’intervista al Tg2.

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