Emma Bonino, Renzo Arbore, Fausto Bertinotti, Renato Brunetta, Pierferdinando Casini, Paolo Mieli, Achille Occhetto, Gianfranco Fini, Gianni Letta e Vittorio Feltri. Sono solo alcuni dei nomi che hanno aderito all’idea lanciata da Francesco Rutelli dalle pagine del magazine 7 del Corriere della Sera di dedicare una targa a Marco Pannella in un palazzo di piazza Navona.
Un’iniziativa a cui, però, si oppongono proprio i condomini di quel palazzo, luogo simbolo per un leader che ha condotto importanti battaglie politiche e dove, dopo la sua morte, è stata celebrata la sua vita con una cerimonia laica. Ora bisognerà vedere se un altro condominio di un altro palazzo di piazza Navona sarà disposto ad affiggere una targa a lui dedicata. In questo caso il Comune è proprietario di qualche millesimo, ma i promotori preferiscono puntare su Palazzo Braschi e sperando nella collaborazione del Campidoglio per ottenere l’autorizzazione della Soprintendenza.
L’assessore Tobia Zevi si è mostrato sensibile all’iniziativa: “Pannella - ha detto - mi rimproverava perché ero più moderato di mio nonno Bruno, che nel Partito Radicale con Pannella discuteva con passione, anche nello scontro, ma sempre dentro il confronto”. A Roma c’è il precedente di Giacomo Matteotti a cui il Comune, per i cento anni dalla sua morte, voleva dedicare una targa nel palazzo di via Pisanelli 40 con un chiaro riferimento alla “mano fascista” che lo uccise. I condomini, inizialmente, bocciarono la richiesta, ma poi ci ripensarono a patto, però, che non vi fosse alcun riferimento al fascismo.
In attesa di una soluzione, in via della Panetteria, la strada dove abitava Marco Pannella, sarà inaugurata la sede di Nessuno Tocchi Caino, mentre alla Camera verrà presentato un libro di Piero Ignazi sulla vita del leader radicale.